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Allarme peste suina, paura in Italia. La risposta del ministero per “abbattere” il problema

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Peste suina
(Websource)

Dopo l’esplosione di alcuni focolai in Belgio è allarme peste suina africana anche in Italia. Il ministero sottolinea l’importanza dei controlli e medita abbattimenti programmati per risolvere il problema.

Da tempo ormai si parla della possibile diffusione della peste suina africana anche nel nostro Paese. Sebbene infatti i focolai esplosi in Sardegna siano stati controllati ed il pericolo scongiurato, una nuova emergenza si potrebbe presentare a causa della diffusione del virus nell’Europa dell’est (Bulgaria, Romania, Ucraina, Lituania, Repubblica Ceca, Moldavia) e più di recente anche in Belgio.

Le associazioni consumatori ed i produttori chiedono da tempo un intervento di controllo del dicastero agroalimentare a riguardo, dato che il virus si diffonde attraverso i cinghiali selvatici e che in Italia questi animali sono in continuo aumento. La risposta del governo in tal senso si è fatta attendere ma dopo l’interrogazione parlamentare presentata qualche giorno fa, il ministro dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio ha sottolineato l’esigenza di affrontare il problema.

Allarme peste suina in Italia, il ministro Centinaio: “La diffusione della patologia danneggerebbe l’economia italiana”

Conscio dell’enorme danno economico che comporterebbe la diffusione della patologia nella filiera produttiva italiana, Centinaio ha dichiarato che il ministero dell’Agricoltura porrà attenzione massima al problema. Il ministro ha spiegato che la diffusione di tale malattia è dovuta al contatto tra fauna selvatica e domestica, ma che nella diffusione vi entra anche il “Fattore umano”, pertanto che: “Il ministero della Salute ha immediatamente allertato le autorità sanitarie territoriali e ha disposto il rafforzamento della sorveglianza passiva, raccomandando di sottoporre a controllo per Peste suina africana ogni carcassa di cinghiale rinvenuta in natura e di aumentare le misure di biosicurezza negli allevamenti”.

Visto inoltre che la diffusione della patologia potrebbe arrivare solamente dall’estero, il ministro ritiene indispensabile un aumento dei controlli transfrontalieri, per evitare l’ingresso nel Paese di suini e cinghiali non autorizzati, ovvero provenienti dalla filiera controllata. In ultima analisi Centinaio non esclude che una possibile soluzione sia una serie di abbattimenti programmati: “Eventuali ‘abbattimenti programmati’ potrebbero rappresentare, in effetti, un contenimento più efficace del cinghiale e un’ulteriore prevenzione contro la peste suina africana”.

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