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Cannibale pedofilo e adepta 12enne arrestati mentre mangiano il cervello di un ragazzo 21enne

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Cannibale pedofilo
(Fonte: Daily Star)

La polizia russa ha arrestato un cannibale pedofilo e la sua adepta mentre facevano scempio del corpo di un ragazzo di appena 21 anni e ne mangiavano il cervello.

La storia che emerge dalla cittadina di Novinka, situata a circa 100 chilometri da San Pietroburgo ricorda da vicino racconti dell’orrore usciti dalla penna di Robert Kirkman (ideatore di The Walking Dead). Un ragazzo ed una bambina di 12 anni si sono introdotti in un appartamento del villaggio russo e dopo aver attaccato con violenza ed ucciso un ragazzo di soli 21 anni a colpi di ascia, lo hanno smembrato e ne hanno estratto gli organi interni per cucinarli e cibarsene.

Cannibali sorpresi dal fratello della vittima e arrestati: “Non c’era nulla da mangiare”

Ad accorgersi dell’atroce delitto è stato il fratello della vittima, il quale, affacciatosi dalla finestra per vedere se c’era qualcuno in casa, ha notato che sul pavimento c’era il cadavere di un uomo avvolto da una coperta sporca di sangue e schizzi ematici su tutto il pavimento. L’uomo è uscito terrorizzato dall’appartamento per chiedere aiuto ai vicini ed insieme a loro ha sfondato la porta d’ingresso, in quel momento ha realizzato che il cadavere sul pavimento era quello del fratello, Alexander Popovich.

Inoltrandosi nell’appartamento hanno trovato i due cannibali che si nutrivano del cervello dell’uomo, ma hanno atteso la polizia per fermarli. Gli agenti hanno arrestato la coppia mentre cercava di dare fuoco alla casa. Il corpo della vittima aveva gli arti superiori recisi di netto, la casa toracica divelta e ferite da ascia in tutto il corpo. Ciò che inquieta maggiormente è che i due hanno giustificato le loro azioni dicendo: “Non c’era niente da mangiare”.

Dato il crimine commesso il ragazzo maggiorenne è stato accusato di omicidio e smembramento di cadavere (15 anni di pena), quindi di tentato abuso sessuale ai danni di una minore (ha ammesso che quella con lui era la sua “fidanzata”). La bambina, visto che non è in età da giudizio penale, è stata affidata ad una comunità di recupero.

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