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Manovra economica, il governo è (fin troppo) ottimista sul DEF: ecco i numeri

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Manovra economica, molti dubbi

La nota di aggiornamento al DEF annunciata una settimana fa con un certo trionfalismo dal governo Conte (in particolare dal Movimento 5 Stelle) è stata finalmente presentata.

Il primo sguardo al documento fa emergere tutto ciò di cui si è discusso in questi giorni. Confermato l’innalzamento del rapporto deficit/PIL al 2,4%, che servirà a coprire alcune misure imprescindibili per i due partiti che compongono la maggioranza gialloverde, in particolare il criticatissimo reddito di cittadinanza, la riforma delle pensioni e la riforma dei centri per l’impiego.

Per quanto riguarda il deficit al 2,4%, che era già stato motivo di scontro tra il M5S e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, la previsione per i prossimi anni è che la percentuale si abbassi al 2,1% per il 2020 e all’1,8% per il 2021.

Il governo prevede una crescita dell’1,5% per il 2019

Tuttavia, come riporta il quotidiano “Il Post”, su queste stime sono già spuntati i primi dubbi degli economisti: se il PIL cresce più del previsto il rapporto diventa più basso, se invece cala o cresce meno di quanto stimato, il rapporto diviene più alto. Le stime sul PIL del 2019 che il governo Conte ha provveduto ad inserire nella nota di aggiornamento sono davvero molto generose, e non è detto che la realtà confermi le aspettative.

Per l’esecutivo, infatti, la crescita per il 2019 sarà dell’1,5%, mentre le principali istituzioni internazionali ritengono che sarà intorno all’1%. Stesso discorso per il debito pubblico: il governo M5S-Lega immagina una lieve riduzione, ma anche in questo caso tutto dipende dal PIL.

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