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Sara Tommasi stuprata, estorta e drogata? Arriva la sentenza

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Fabrizio Chinaglia, il suo ex agente, era stato accusato di stupro, estorsione e cessione di droga ai danni di Sara Tommasi. L’uomo è stato riconosciuto come innocente

Sara Tommasi, la showgirl italiana famosa per i suoi trascorsi pieni di ombre al fianco di Andrea Diprè, si è vista respingere dal Tribunale di Milano le gravissime accuse che aveva mosso nei confronti del suo ex agente Fabrizio Chinaglia. Quest’ultimo si è dovuto difendere da una triplice imputazione per stupro, estorsione e cessione di droga.

Fabrizio Chinaglia assolto dal Tribunale, depositate le motivazioni della sentenza

Fabrizio Chinaglia, a luglio, è stato assolto dal Tribunale di Milano dopo le gravissime accuse che Sara Tommasi aveva mosso contro di lui. La showgirl, a lungo curata per una lunga depressione e per una sindrome bipolare, aveva dichiarato di aver ricevuto dall’ex agente della cocaina e- dopo averla assunta- di essere stata violentata da lui che aveva deciso di approfittarsi della mancata lucidità da ascrivere all’abuso di stupefacenti.

I fatti si sarebbero svolti in un hotel di Milano nel 2013, tra agosto e settembre; Fabrizio Chinaglia avrebbe fatto assumere cocaina a Sara Tommasi, l’avrebbe colpita alla testa e poi avrebbe cercato di indurla ad avere un rapporto sessuale con lui, approfittando non solo dello stordimento dovuto alla droga assunta ma anche del disturbo della personalità di cui la showgirl ha di recente parlato in maniera ampia. Chinaglia le avrebbe anche estorto un assegno di 20mila euro.

Secondo le motivazioni della sentenza che ha portato all’assoluzione di Chinaglia, depositate ieri 12 ottobre 2018, l’ex agente di Lecco non sarebbe condannabile in quanto le prove portate a sostegno delle dichiarazioni (già poco precise) della Tommasi non sono ben dimostrabili.

Insomma, se è vero che Sara Tommasi si è venuta a trovare in condizioni di “inferiorità psichica” e se è vero che Chinaglia ne fosse a conoscenza, non ci sono prove certe del fatto che l’ex agente ne abbia approfittato.

La sentenza ha tenuto conto del fatto che delle violenze (tra cui anche le percosse e le minacce) lamentate dalla Tommasi non ci sono prove, ad esempio certificati medici, né testimonianze di qualcuno che possa aver assistito o sentito degli strani rumori.

Pare, inoltre, che i due si siano scambiati degli sms dall’inequivocabile senso erotico che non farebbero esattamente pensare a quanto sostenuto dall’accusa. Per quanto concerne l’assegno, è lecito pensare che si tratti di un pagamento per le prestazioni fornite come agente. Grazie all’assoluzione Chinaglia non sconterà gli 8 anni di carcere chiesti per lui dall’accusa.

(Foto d’archivio)

Maria Mento

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