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Violenta la figlia di un mese, rompendole alcune costole e le gambe: condanna record per un 30enne

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Condanna record per un 30enne, autore di un crimine davvero atroce: sotto effetto di meth, l’uomo ha violentato la figlia – di appena un mese – causandole la rottura di alcune costole e delle gambe.

I fatti sono accaduti in Texas nel marzo del 2014 e Patricio Medina, all’epoca 27enne, è stato condannato a 244 anni di carcere.

La polizia lo arrestò a stretto giro di posta dopo la terribile violenza ma la confessione è giunta solo durante la detenzione: l’uomo avrebbe infatti ammesso la propria condotta ad un compagno di cella, che ha poi testimoniato contro di lui.

E’ arrivata così per Medina una condanna a 244 anni di carcere per aggressione sessuale aggravata di un bambino di età inferiore ai sei anni, lesioni a un bambino, per aver messo in pericolo un minore e per altri due capi d’accusa legati alla vicenda. Prevista la libertà condizionata, dopo 80 anni di carcere: quando avrà passato 8 decenni in galera, l’uomo avrà ben oltre 100 anni.

Condannata anche la madre, Lisa Montoya, per aver messo in pericolo di vita la piccola e gli altri due figli: per tutti e tre una nuova vita con una nuova famiglia.

La piccola adesso ha 4 anni e sta bene.

Come dichiarato dalp rocuratore distrettuale Gabrielle Massey – e riportato dagli svariati media online che hanno parlato della drammatica vicenda: “Il verdetto della giuria assicura che questo bambino e tutti i bambini saranno al sicuro da questo predatore per almeno 80 anni”. “Grazie al lavoro di CPS e Waco PD Crimes Against Children, le orribili prime cinque settimane di vita di questa bambina non le impediranno di avere un futuro sicuro e felice”.

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