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I social contro Uliveto: “Nella pubblicità censura le pallavoliste nere, sono razzisti” 

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Social contro Uliveto: “Sono razzisti”

Anche la Uliveto è stata accusata di razzismo. Proprio così: l’acqua che sponsorizza la nostra Nazionale, anche quella di pallavolo, è rimasta vittima di uno shitstorm – vale a dire di una campagna social più o meno organizzata che mira a boicottare un prodotto e a lasciare recensioni negative sulla pagina social -. 

I social contro Uliveto: “Nella pubblicità censura le pallavoliste nere, sono razzisti”
La foto incriminata

Ma perché tanta acredine? Il motivo è solo uno: una pubblicità della Uliveto effettuata ieri, sulla quale compare la squadra di pallavoliste che è arrivata seconda ai mondiali.
Ebbene, la fotografia della squadra non è delle migliori: le ragazze sono l’una accanto all’altra, la bottiglia d’acqua Uliveto davanti copre due di loro. 

Qualcuno, sui social, sostiene che le due ragazze rimaste “oscurate” dalla bottiglia siano Miriam Sylla e Paola Enogu, le pallavoliste nere. Scoppia il caos, i social si infiammano: accuse di razzismo, fascismo, e chi più ne ha più ne metta. 

La verità è meno tragica delle aspettative 

Uliveto è un’azienda razzista? Ha volontariamente coperto le atlete di colore nella pubblicità? 

La verità è un’altra. La foto scelta da Uliveto era una foto d’archivio, nella quale Miriam Sylla neppure compariva in squadra. Ad essere coperte dalla bottiglia sono Paola Enogu e Serena Ortolani, ma alla seconda, ovviamente, nessuno ha fatto caso; i social si sono concentrati solo sulla mancanza della Egonu, senza notare che anche un’altra sfortunata giocatrice era stata coperta. 

Si è trattata solo di una scelta di marketing un po’ infelice, in primis perché la foto è vecchia e manca un’attuale giocatrice della squadra. Nulla di più. Una scelta frutto, secondo molti, della fretta di comporre una pubblicità da mandare in stampa. Difficile pensare ad un complotto razzista della Uliveto per oscurare un’atleta nera e una bianca. Ma tant’è… 

Anche Uliveto, viste le polemiche strumentali, ha deciso di intervenire. “Uliveto ha seguito con entusiasmo l’avventura di tutte le nostre atlete pallavoliste, TUTTE senza alcuna distinzione. Nessuna forma di discriminazione ci appartiene e la vicinanza alla squadra ed alle sue componenti è dimostrata dalle tante foto pubblicate sui social. Contrastiamo pertanto fermamente qualsiasi insinuazione circa un atteggiamento diverso nei confronti di giocatrici che per noi hanno tutte lo stesso grande merito: quello di aver composto una fantastica squadra“. 

Negli ultimi tempi sembra che le accuse di razzismo vengano distribuite con una leggerezza disarmante, soprattutto ben prima di valutare o discernere i fatti. C’è una foga “di pancia” nell’etichettare come razzista qualsiasi atteggiamento o fatto prima di un’indagine pacata a mente fredda su quanto avvenuto, come ci ricorda la storia del bus Flixbus a Trento. 

Grazia Roversi

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