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Desirée, 12 ore di tortura e violenze. Uccisa per divertimento, forse “venduta da un’amica” per una dose

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Desirée, 12 ore di tortura e stupro 

Desirée, 12 ore di tortura e violenza. Uccisa per divertimento, forse “venduta da un’amica”

Stuprata per dodici ore. Dodici ore di agonia, per Desirée Mariottini, la 16enne romana trovata morta settimana scorsa in uno stabile di San Lorenzo, zona di pusher.
La giovanissima sarebbe stata attirata in trappola da uno straniero, e quindi aggredita. Il branco, un gruppetto di almeno 3-4 persone, l’ha drogata, imbottita di tranquillanti per poter abusare di lei. 

Per dodici ore la ragazzina è stata violentata mentre era incosciente, semi-svenuta per la droga che le avevano dato. Secondo le ultime testimonianze, quando era ormai incosciente le hanno gettato dell’acqua in faccia, ma non reagiva più. L’hanno abbandonata così, come una cosa rotta.
Secondo gli inquirenti il branco ha agito per motivi “abietti” ed ha ridotto Desirée “intenzionalmente” in uno stato di incoscienza, somministrandole delle sostanze “in grande quantità” per stordirla, agendo come “belve”. 

Il mix di droghe era probabilmente formato da tranquirit, crack, metadone ed eroina ed il branco sapeva che avrebbe potuto ucciderla. Non solo hanno accettato questo rischio, ma hanno continuato le violenze anche quando Desirée stava collassando. Poi hanno abbandonato il corpo nudo della ragazzina in un letto sporco nello stabile di via Lucani. 

E intanto fuoriesce un dettaglio inquietante: una delle amiche avrebbe “venduto” Desirée ai suoi aguzzini per una dose. Una testimone, senta in Questura, ha raccontato i suoi sensi di colpa per quella notte. La ragazza racconta: “Mi sento in colpa. Perché quella sera avrei voluto portarla via, le avevo detto: ‘vieni via con me’, ma lei mi ha risposto male. E mi sono detta ‘ma non è nemmeno una mia amica, andasse dove le pare’. 

Poi dice che una ragazza avrebbe venduto Desirée agli aguzzini. “L’ha venduta. Gli ha detto riferendosi agli stupratori: “Fate pure, a me basta che date la dose e farò finta di non avere visto” racconta la testimone. Il suo racconto è ancora da confermare, se così fosse la triste vicenda della 16enne si arricchirebbe di dettagli inquietanti. 

Ecco chi sono gli stupratori 

Tutti gli accusati di stupro ed omicidio ai danni di Desirée sono immigrati irregolari con precedenti per spaccio di stupefacenti. Si tratta di Gara Mamadou, nato in Senegal il 20.11.1991, con permesso di soggiorno scaduto, espulso il 30 ottobre 2017 e resosi subito irreperibile. Ha diversi reati pendenti a suo carico: era stato rintracciato a luglio del 2018. 

Il secondo aggressore è Minteh Brian, nato in Senegal il19.08.1975. L’uomo aveva chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno per “motivi umanitari” il 24 agosto 2017, la domanda era in attesa di integrazione di documenti. 

Il terzo uomo è un immigrato nigeriano di 40 anni. Si chiama Alinno Chima e aveva un permesso di soggiorno per motivi umanitari scaduto da sette mesi. Doveva lasciare l’Italia ma era irreperibile. 

Gli investigatori hanno identificato anche il quarto componente del branco. Si tratta di un ghambiano che sarebbe fuggito a Foggia. 

Per ora quindi quattro sono le persone arrestate, il Gip dopo interrogatorio di garanzia deciderà se c confermare la custodia in carcere. Però secondo il testimone oculare, un giovane senegalese, gli aggressori potrebbero essere sei o sette. 

Gli arrestati tutti clandestini: non dovevano essere in Italia

Intanto, a colpire, è che finora tutte le persone arrestate non avevano titolo di stare in Italia, sarebbero dovuti essere fuori dal territorio nazionale. Come Butungu, la belva che stuprò una polacca ed un trans a Rimini. O come Innocent Oseghale, Lucky Desmond e Lucky Awelina, nella terribile vicenda di Pamela Mastropietro, la 18enne romana drogata, uccisa e fatta a pezzi (e forse violentata). Awelima era nel programma dei richiedenti asilo, ma spacciava droga. Oseghale aveva il permesso scaduto ma era comunque mantenuto da una cooperativa locale. 

Fa riflettere il fatto che, se la legge fosse stata più solerte ed avesse allontanato dal territorio nazionale questi stranieri, come sarebbe dovuto essere, forse queste persone sarebbero potute essere ancora vive. 

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