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“Ma che muoia pure ‘sta tossica”. Parole choc contro la 16enne. Arrestato anche il fidanzato 22enne 

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“Che muoia ‘sta tossica”. Parole choc degli indagati

Ma che muoia pure ‘sta tossica”. Queste sono le parole con le quali il gruppetto di africani che ha drogato e stuprato Desirée Mariottini l’ha lasciata morire nello stabile di San Lorenzo. Perché Desirée si sarebbe potuta salvare, se non fosse rimasta dodici ore sotto l’effetto delle droghe e abbandonata a sè stessa. 

“Ma che muoia pure 'sta tossica”. Parole choc contro la 16enne. Arrestato anche il fidanzato 22enne
Desirée Mariottini

L’agonia di dodici ore di Desirée, alla quale fu somministrato un cocktail letale di rivotril, eroina e marjiuana, è stata ciò che l’ha portata alla morte. Desirèee è stata “prima drogata e poi sottoposta a ripetuti rapporti sessuali non consenzienti” secondo il pm, come comprovato anche dalla presenza di “varie lesioni riscontrate sul corpo e sulle parti intime”. 

Quattro uomini sono sospettati di aver drogato, stuprato e lasciato morire la ragazzina. Gara Mamadou, senegalese, Minteh Brian, senegalese, ed un nigeriano di 40 anni: tutti irregolari.

Intanto anche il “fidanzato” di Desirèe, un ragazzo di 22 anni, è stato arrestato. È africano e si chiama Pako. “Conoscevo Desirée, avevamo una storia, mi aveva detto di essere più grande, di avere 22 anni. Sì, abbiamo avuto un rapporto sessuale, ma non l’ho stuprata. Quando sono andato via era ancora viva” dice. Ma gli inquirenti non gli credono. 

Intanto ieri è stato arrestato anche il quarto uomo. Si tratta di un 32enne, Yusif Salia, fermato con addosso 10 kg di marijuana, accusato di omicidio volontario e violenza sessuale di gruppo. Per sfuggire alla cattura, Salia si era rasato i capelli, ma è stato comunque arrestato a Foggia. Il ghanese era già stato espulso ma si trovava ancora in Italia. 

Nessuno ha chiamato i soccorsi: “Muoia ‘sta tossica”

Un testimone riporta che: “Un giovane africano di cui non ricordo il nome mi ha confidato che lui si trovava dentro al capannone… avrebbe visto Desirèe deceduta con gli abiti strappati. Mi diceva che alla sua presenza la giovane si è sentita male quindi le hanno dato acqua e zucchero poi visto che diventava cianotica veniva adagiata su un divano e moriva”. A quel punto una persona presente, capendo che Desirée stava davvero male, dice “Ma che muoia pure ‘sta tossica”. 

Nessuno ha chiamato i soccorsi, se non la mattina dopo. Ma quando i soccorritori sono arrivati, la 16enne era già morta da un’ora. Una chiamata al 118 già la sera precedente le avrebbe salvato la vita. 

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