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Tutti in coda per donare il midollo per Alessandro: cinque settimane di tempo per salvargli la vita 

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Donare il midollo ad Alessandro e salvargli la vita

Tutti in coda a Napoli, e nel resto d’Italia, per salvare la vita di Alessandro Maria Montresor, 19 mesi, donandogli il midollo. 

Tutti in coda per donare il midollo per Alessandro: cinque settimane di tempo per salvargli la vita

Una vera gara di solidarietà per il piccolo, figlio di un veronese e di una napoletana, di soli 19 mesi. Il bimbo è affetto da una malattia rara, la linfoistiocitosi emofagocitica. Per questo motivo necessita di un trapianto di midollo osseo, ma i genitori non sono compatibili ed il bambino non ha fratelli. 

Per i genitori è una corsa contro il tempo per salvare Alessandro: la sua terapia attuale lo terrà in vita ancora per qualche settimana. “I medici ci hanno detto che può arrivare al 30 novembre, ma non lo sappiamo con certezza” dice Paolo, il papà del bimbo. Bisogna trovare un donatore compatibile ed in Italia è partita la gara di solidarietà che ha visto fra i testimonial anche Gigi d’Alessio. 

Come aiutare Alessandro

La donazione è semplicissima, e bisogna donare il più possibile. Possono farlo persone dai 18 ai 35 anni, che pesino più di cinquanta chili. Non sappiamo se troveremo il donatore compatibile con mio figlio come io spero, ma se non servirà per lui sarà vitale per altri bambini” dice il papà di Alessandro. Per donare il midollo (basta un prelievo di sangue) bisogna risultare compatibile e per farlo bisogna contattare l’Admo (l’associazione donatori di midollo osseo). 

Per aiutare Alessandro dovete andare sul sito dell’ADMO e trovare il luogo più vicino a te per effettuare la tipizzazione, cioè l’analisi di una piccola goccia di sangue o di saliva (per mezzo del tampone in bocca) per ricavare il tuo Profilo Donatore e poterti aggiungere al Registro dei Donatori. Se il tuo Profilo Donatore dovesse coincidere con quello di un potenziale Ricevente, verrai contattato e organizzeranno il prelievo del midollo da donare.

Cos’è la linfoistiocitosi emofagocitica

La linfoistiocitosi emofagocitica, malattia genetica rarissima che ha colpito Alessandro in medicina è nota come “HLH” e colpisce lo 0.002% dei bambini. Ha un tasso di mortalità altissimo, in genere entro un mese dalla manifestazione, e colpisce spesso il cervello. Ma Alessandro è forte ed i medici si sono prodigati per evitare che la malattia arrivasse fino al cervello. 

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