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Morte Desireé, uno degli imputati si difende: “Quando lo abbiamo fatto era tranquilla”

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Morte Desireé
Uno degli immigrati accusati della morte di Desireé si difende sostenendo di non averla stuprata

La morte di Desireé, la sedicenne trovata mezza nuda all’interno del “Palazzo dello spaccio” a San Lorenzo (Roma) ha colpito tutta Italia. L’adolescente è stata drogata con un mix di sostanze che le è stato letale e se questo non bastasse è stata anche vittima di stupri ripetuti da parte di diversi uomini. Quattro dei sospettati sono già stati arrestati dalla polizia, mentre altri tre uomini di origine magrebina ed uno spacciatore di origine italiana sono ancora a piede libero.

Ad incastrare i quattro uomini ci sono le testimonianze dei presenti – un’amica di Desireé ed un uomo di origine straniera entrato nel palazzo per una compravendita- che hanno permesso di delineare il quadro degli avvenimenti: gli uomini hanno drogato Desireé con pasticche, gocce, metadone e tranquillanti e quando erano certi che non avrebbe potuto fare resistenza l’hanno stuprata in gruppo. La prova delle violenze è stata fornita dalle analisi sul corpo della sedicenne e sempre grazie a queste sono stati rintracciati i 4 colpevoli.

Morte Desireé, uno degli imputati si difende: “Era tranquilla e consenziente quando l’abbiamo fatto”

Costretto a confessare di aver avuto un rapporto sessuale con la sedicenne deceduta, uno degli arrestati – Mamadou Gara, alias ‘Paco’- sostiene di non averla né stuprata né di aver partecipato alla somministrazione del cocktail letale: “Quando ho avuto il rapporto sessuale con la ragazza, lei era tranquilla, non mi sembrava drogata o ubriaca. Anzi, era d’accordo ad avere un rapporto sessuale con me. Non so se altri hanno avuto rapporti prima o dopo di me e non so se qualcuno può averle ceduto della sostanza stupefacente”. I colpevoli sarebbero a suo dire altri due uomini di origine africana, ‘Cisco’ (un altro degli arrestati) e tre uomini di origine magrebina.

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