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Il Pakistan si arrende agli estremisti: Asia Bibi resta in carcere. La sua assoluzione sarà “revisionata”

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Asia Bibi non è libera. La sua assoluzione a rischio 

Non finisce con l’assoluzione da parte della Corte Suprema l’incubo di Asia Bibi, la donna pakistana cristiana condannata a morte per blasfemia e da 10 anni in prigione, liberata tre giorni fa grazie all’assoluzione della Corte Suprema. 

Il Pakistan si arrende agli estremisti: Asia Bibi resta in carcere. La sua assoluzione sarà “revisionata”
Proteste per l’assoluzione di Asia in Pakistan.

Gli estremisti islamici, a migliaia, hanno messo a ferro e fuoco il Pakistan dopo l’assoluzione di Asia. Migliaia di estremisti, maschi e infuriati, si sono riversati per le strade delle principali città pakistane, aizzati soprattutto dal movimento radicale islamico Tehreek-e-Labbaik Pakistan (Tlp) che ha organizzato 3 giorni di proteste per il Paese.

Cosa chiedono? L’impiccagione di Asia. Ai fondamentalisti non va giù che la donna cristiana, falsamente accusata di blasfemia, sia stata assolta dopo dieci anni di galera ingiusta. I cortei hanno paralizzato la città, ma i timori per l’ordine pubblico sono nulla a fronte delle vere e proprie “condanne a morte” formulate dai mullah che hanno invitato la gente a uccidere i giudici che hanno assolto Asia. Sulla testa della cristiana ci sono 350mila euro: moltissimi soldi per un Paese dove lo stipendio medio mensile è di 119 euro. 

Il Governo tratta con gli estremisti 

Ecco allora che il Governo pakistano ha deciso di venire ad un accordo con gli estremisti islamici, per “evitare la guerra civile”. L’accordo è il seguente: Asia, pur da cittadina libera, resta in carcere.

Sarà inserita nell“Exit control list” cioè una lista di persone che non possono espatriare dal Pakistan. Inoltre verrà disposta una “revisione” del processo: cioè il processo della Corte Suprema che ha portato alla sentenza di assoluzione verrà revisionato. Una “resa” del Pakistan agli estremisti, che secondo le autorità locali è stata necessaria: l’alternativa era spiegare l’esercito e causare una guerra civile. Si teme ancora quindi per Asia, il cui marito ha chiesto asilo in Gran Bretagna e in Canada. 

La famiglia della donna si è detta contrariata dalla decisione del Governo di andare a patti con gli estremisti, ma anche consapevole del fatto che si tratta dell’unico modo per “spegnere i riflettori” degli estremisti sulla loro vicenda. 

“Sia l’istanza di revisione della sentenza, sia la richiesta di includerla nella “Lista di uscita controllata”, infatti, richiedono del tempo perché siano vagliate dal tribunale. E, in questo tempo, non è escluso che Asia possa essere liberata: nulla lo impedisce” dice a Vatican Insider il prete domenicano James Channan. 

L’avvocato di Asia fugge all’estero 

L’avvocato di Asia Bibi, per poter continuare a difendere la donna, è dovuto fuggire dal Pakistan dopo aver ricevuto pesanti minacce di morte. Saiful Malook è fuggito dal Pakistan per salvaguardare la sua sicurezza personale. “Con l’assoluzione di Asia Bibi, in Pakistan, ho firmato la mia condanna a morte” ha commentato l’uomo. “Devo restare vivo perché devo continuare la battaglia legale per Asia Bibi”. All’avvocato in Pakistan non era stata concessa alcuna protezione dopo le proteste violente in seguito all’assoluzione di Asia. 

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