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Due operai aggrediti con mazze e bottiglie: hanno denunciato la schiavitù sul lavoro

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picchiati operai pratese

Un’aggressione violenta vicino al posto di lavoro ai danni di due operai, utilizzando mazze, coltelli e bottiglie e con una drammatica conseguenza: un lavoratore portato d’urgenza in ospedale in codice rosso. Un vero e proprio atto intimidatorio, come denuncia la SI Cobas Firenze che ha dato notizia del grave episodio avvenuto nella serata del 7 novembre in provincia di Prato e, al momento, ad opera di ignoti. Una terribile aggressione avvenuta mentre i due operai stavano rientrando a casa dopo la conclusione del loro turno di lavoro, “con bastoni, bottiglie di vetro e armi da taglio”. I feriti sono dipendenti della DS di Zhanz Xiangguo di Montemurlo, fabbrica tessile nella ‘China Town’ pratese. Secondo quanto riportato da SI Cobas si sarebbe trattato di “un agguato pianificato in piena regola” poichè i lavoratori, si legge nel comunicato diffuso nelle ore immediatamente successive, “sono stati aggrediti lungo il loro percorso abituale di ritorno a casa, precisamentne all’imbocco di un sottopasso pedonale, lì dove gli aggressori potevano più difficilmente essere visti”.

Aggressione premeditata dopo la denuncia dei lavoratori

Gli operai coinvolti si chiamano Abbas e Adeel, i quali avevano deciso nel mese di luglio di alzare la testa contro condizioni di lavoro molto dure, denunciando al sindacato una situazione non dissimile alla schiavitù tra estenuanti turni di lavoro di 12 ore al giorno, sette giorni su sette, e stipendi da fame. Ne sono seguiti scioperi e denunce pubbliche con l’intervento dei sindacati che sono riusciti ad arrivare ad un primo accordo con l’azienda, ovvero il “riconoscimento formale dei diritti fondamentali dei lavoratori”. In primis le retribuzioni, “in linea con il CCNL Tessile”, spiega il SI Cobas Firenze, per 40 ore settimanali. Ma anche il riconoscimento del riposo settimanale e di malattie, ferie e tredicesima. L’aggressione appena avvenuta potrebbe essere collegabile al timore da parte dei ‘padroni’ che questa vicenda possa ripetersi, facendo di fatto da apripista ad altri episodi similari.

Il sindacato: nel Pratese il ‘segreto di pulcinella’

Così è stato: in decine, sottolineano dal sindacato, “si sono rivolti dopo i primi scioperi di luglio alla DS agli sportelli del nostro sindacato”, lavoratori impiegati nelle fabbriche tessili a conduzione cinese che hanno deciso di far sentire la propria voce denunciando analoghe condizioni di sfruttamento. Una situazione di “illegalità totale”, celata tra le mura di molte aziende della zona ma in merito alla quale poco o nulla è stato fatto. E così due tra gli operai che hanno avuto il coraggio di denunciare il “segreto di pulcinella”, di un terribile sistema di sfruttamento, sono rimasti vittime di un’aggressione premeditata quanto brutale a causa della quale uno dei due lavoratori è finito in ospedale.