Londra non offre asilo ad Asia Bibi: anche lì ci sono troppi estremisti, rischierebbe la vita

Asia Bibi rischierebbe la vita anche a Londra, come in Pakistan

Regno Unito non offre asilo ad Asia Bibi per sicurezza: ci sono più estremisti a Londra che in Pakistan L’Inghilterra non potrà offrire asilo ad Asia Bibi, la donna pakistana cristiana assolta dalle accuse di blasfemia dopo 10 anni e voluta morta dagli estremisti islamici. Il motivo è sconvolgente, e dimostra che in Europa qualcosa è fuori controllo. Infatti Londra non potrà accogliere Asia perché non potrebbe garantirne la sicurezza.

C’è il rischio di attacchi alle ambasciate e sui civili come ritorsione se il Paese europeo accoglierà la donna pakistana. Wilson Chowdhry, della British Pakistani Christian Association, ha sostenuto che “La Gran Bretagna è preoccupata da potenziali disordini nel Paese, da attacchi su civili e ambasciate”. In particolare l’UK, secondo quando riporta HuffPost, sarebbe preoccupata per la sicurezza della sua ‘ambasciata all’estero’. 

È una vergogna che un Paese con una storia così blasonata nell’aiutare rifugiati e richiedenti asilo non sia stato così generoso come hanno fatto per molte vittime in passato quando la richiesta è arrivata da Asia Bibi” continua Wilson Chowdhry. 

Chowdhry ha aggiunto: “Mi sembra che la Gran Bretagna sia ormai un Paese non sicuro per coloro che potrebbero essere incantati con una accusa di blasfemia. Siamo consapevoli del fatto che ci sono elementi estremisti in questo paese”. 

Entro 20 anni i musulmani saranno la maggioranza 

Perché questa paura? Il timore si dimostra fondato. La presenza di islamici estremisti in UK è alta. “Londra è più islamica di tanti paesi musulmani messi assieme”. Questa frase venne pronunciata, come riporta Il Foglio, da Maulana Syed Raza Rizvi, uno dei predicatori islamici a Londra. Ci sono 423 moschee, solamente nella capitale inglese. Il problema non è certo la presenza di tranquilli fedeli musulmani, ma il fatto che si stima che la metà delle moschee sia in mano ai fondamentalisti. Secondo il database British Islam, le stime sono preoccupanti: i wahabiti controllano il sei per cento delle moschee inglesi, mentre i fondamentalisti deobandi fino al 45 per cento. Mentre un terzo degli islamici che vivono in Inghilterra non si sente “parte della cultura britannica”, secondo un sondaggio dello Knowledge Centre.

E non finisce qui: l’Islam assorbe anche la vita quotidiana e le questioni legali. Ci sono circa “cento corti della shariariconosciute a Londra, che applicano la legge islamica.
Intanto la popolazione musulmana cresce: gli inglesi anglicani sono scesi dal 21 al 17 per cento fra 2012 e il 2014; si tratta di una diminuzione di 1,7 milioni di persone. Il numero dei musulmani, fra 2012 e il 2014, è cresciuto. 

Secondo lo “Religious Trends”, il numero di persone che frequentano le chiese (anglicane, ma altre cattoliche o d’altro tipo) sta diminuendo ad una tale velocità che entro una generazione il loro numero sarà “tre volte inferiore a quello dei musulmani che vanno regolarmente in moschea di venerdì”.
Non ha dubbi Keith Porteous Wood, direttore della National Secular:“In vent’anni, i musulmani praticanti saranno più dei cristiani praticanti”. 

Questo è il  vero problema, questa la minaccia che impedisce ad una rifugiata come Asia Bibi di essere al sicuro in Europa. Asia Bibi rischierebbe a Londra come e forse più che non in Pakistan. Ma questo è accettabile? 

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