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Il Fatto Quotidiano, è polemica dei collaboratori sui compensi “americani” di Alessandro Di Battista?

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©TPI

La trasferta in terra americana dell’ex deputato del M5S Alessandro Di Battista, iniziata nel giugno scorso, sta per concludersi. Di Battista, partito insieme alla famiglia, farà rientro in Italia a dicembre.

In questi sei mesi il politico si è occupato di realizzare documentari e reportage su incarico de Il Fatto Quotidiano e della web tv Loft.

Pare, però, che Il Fatto Quotidiano sia nell’occhio del ciclone e che le problematiche siano intestine alla stessa testata: i redattori avrebbero chiesto di poter sapere che compenso economico è stato offerto per le prestazioni del grillino.

I compensi de Il Fatto Quotidiano ad Alessandro Battista: la presunta rivolta dopo  l’infelice uscita del grillino sui giornalisti

Il primo di giugno partiremo e gireremo un po’ di strade in America. Scriveremo dei reportage su varie tematiche, sulla periferia del mondo, per Il Fatto Quotidiano e per la web tv Loft (…)“. Così chiosava, appena meno di sei mesi fa, Alessandro di Battista in un video caricato sulla sua pagina Facebook.

L’esperienza americana del grillino sta per volgere al termine e presto Alessandro Di Battista tornerà in Italia. Nel Belpaese, in verità, di “Dibba” (come affettuosamente lo chiamano ormai comunemente i suoi sostenitori, e non solo) non si è mai smesso di parlare e non sempre in maniera lusinghiera. Proprio a qualche giorno fa risalgono gli insulti rivolti alla categoria dei giornalisti e che sono valse una querela agli indirizzi dello stesso Di Battista e di Luigi di Maio.

In seguito a questa infelicissima espressione, che ha visto sbottare anche alcuni mostri sacri della categoria (ad esempio Lilli Gruber), anche la redazione de Il Fatto Quotidiano sarebbe insorta.

Nello specifico, i colleghi di Di Battista che lavorano insieme a Marco Travaglio avrebbero chiesto sapere quale compenso sia stato riservato al grillino per i lavori che ha inviato da oltreoceano. O almeno questa era la voce che aveva iniziato a circolare.

La cifra non si è mai saputa, e nemmeno Alessandro di Battista ha mai rivelato questo dettaglio a coloro i quali lo hanno espressamente chiesto.

Si era quindi diffusa una notizia, poi rettificata su nota dello stesso Comitato di redazione de Il Fatto, secondo la quale Il Comitato di redazione avesse interrogato l’azienda in merito senza ottenere risposta: il compenso è privato e non si può conoscere.

La notizia della richiesta del Comitato sarebbe falsa, insieme a quella di un presunto sciopero minacciato dai redattori e relativo alle collaborazioni di Di Battista e di Fabrizio Corona.

Ci sarebbe stata una riunione nella quale si sarebbe discusso anche della collaborazione con questi due nomi “eccellenti”, ma nessuno avrebbe chiesto di conoscere il compenso guadagnato da Dibba.

Quel che è certo è che l’ex deputato avrebbe stipulato un contratto onnicomprensivo, grazie al quale ha potuto incassare un compenso fisso, diversamente da quanto fanno molti altri collaboratori che vengono pagati in base ai pezzi prodotti.

(Foto d’archivio)

Maria Mento

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