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MSF indagati: hanno smaltito 24 tonnellate di vestiti di immigrati infetti da Tbc, scabbia e HIV come rifiuti normali 

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MSF indagati: smaltivano vestiti infetti come rifiuti normali 

Una nave di Medici Senza Frontiere è sotto sequestro e 24 indagati per aver smaltito scarti e vestiti infetti degli immigrati come rifiuti normali in Italia. La Nave Aquarius è stata quindi sequestrata e 24 persone risultano attualmente indagate. L’accusa è quella di non aver smaltito come rifiuti speciali (con tutti i costi che ne derivano) vestiti di immigrati malati di scabbia, Tbc, HIV. 

MSF indagati: hanno smaltito 24 tonnellate di vestiti di immigrati infetti da Tbc, scabbia e HIV come rifiuti normali La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta. “Scabbia, tubercolosi, meningite, Hiv, questo il variegato elenco di malattie infettive portate dai migranti soccorsi dalla Aquarius”. Secondo la Procura MSF “non avrebbe smaltito come rifiuti pericolosi gli indumenti dismessi e i materiali utilizzati a bordo per il primo soccorso delle persone”.

460mila euro di risparmio sullo smaltimento dei vestiti infetti

Negli ultimi 44 sbarchi, in due anni e mezzo, come ha rilevato il procuratore Zuccaro, sarebbero state smaltite in modo illegale 24 tonnellate di rifiuti pericolosi. Secondo l’indagine, questo avrebbe comportato un risparmio di costi di 460.000 euro, cifra in forza della quale è stata sequestrata la Aquarius. 

Le navi coinvolte sarebbero la Vos Prudence,, usata fino a luglio 2017, e la Aquarius, usata fino a maggio 2018. 

24 persone sono attualmente indagate. Secondo la Procura si tratta di soggetti che “avrebbero avuto la consapevolezza della pericolosità degli indumenti indossati dai migranti in quanto fonte di trasmissione di virus o agenti patogeni contratti durante il viaggio”. Fra di essi, i capi-missione MSF alla guida degli equipaggi. Fra gli accusati pure il Centro operativo di Amsterdam che gestiva l’Aquarius e il Centro operativo di Bruxelles. 

MSF: “Attacco strumentale”. Intercettazioni choc

Secondo MSF questo sarebbe un “attacco inquietante e strumentale”. Ma la Procura snocciola dati concreti: dalle navi non è mai stata “dichiarata la presenza di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”.

Ci sono “numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell’arrivo dei migranti nei porti italiani”. Sarebbero stati “rilevati 5.088 casi sanitari a rischio infettivo (scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide) su 21.326 migranti sbarcati”. 

Sono venute alla luce anche delle intercettazioni choc tra un funzionario della Vos Prudence e il titolare della Msa di Augusta.

Il primo chiede al secondo come vanno  considerati i vestiti degli immigrati presenti sulla nave. “Infettivi, speciali o domestici?” chiede. L’altro risponde: “Li consideriamo rifiuti speciali. Perché se tu parli di infettivo, parli di ospedaliero. Si parla di un bordello che non te li possono più venire a prendere”.
“Rischiamo che una cosa che siamo riusciti a sistemare dopo due o tre anni salta tutto” prosegue il suo collega. Per concludere che bisogna comportarsi “come una zanzara in una cristalliera, non come un elefante dentro la cristalliera, si spezza il coso poi non posso aiutarti”. 

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