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Matteo Salvini aggredito da uno straniero ad un concerto, ecco come si sarebbero svolti i fatti

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Matteo Salvini quasi aggrdito da uno straniero al concerto di Edoardo Bennato

Nella serata di giovedì scorso, 29 novembre 2018, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini sarebbe stato quasi aggredito da un ragazzo straniero.

La tentata aggressione si sarebbe consumata all’Auditorium Parco della Musica di Roma dove entrambi, presunto aggressore e presunto aggredito, si erano recati per assistere al concerto di Edoardo Bennato.

L’uomo che avrebbe tentato di avvicinare Matteo Salvini è un ragazzo originario dello Yemen: si chiama Aladin Hussain Al Baraduni, ha circa 30 anni e si è difeso fornendo una sua versione dei fatti che ha messo per iscritto e pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Matteo Salvini quasi aggredito all’Auditorium Parco della Musica, parla il ragazzo straniero fermato

Un ragazzo yemenita di circa 30 anni, Aladin Hussain Al Baraduni, è stato fermato, trasportato negli uffici della Digos e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Tutto questo in seguito ad un tentativo di aggressione che lo straniero avrebbe compiuto ai danni di Matteo Salvini. Il tutto si è verificato ll’Auditorium Parco della Musica di Roma, al concerto di Edoardo Bennato del 29 novembre.

Il ragazzo ha spiegato a mezzo Facebook come sarebbero realmente andate le cose. Non un’aggressione, né fisica né verbale (come invece riportano molte agenzie stampa), ai danni di Matteo Salvini ma soltanto un tentativo di avvicinamento nei confronti del Vice Premier per parlargli pacificamente e spiegargli il suo pensiero.

L’idea di Aladin Hussain Al Baraduni sarebbe balenata nella sua mente dopo aver avvistato Matteo Salvini ed essersi accorto che il Ministro si aggirava tutto solo all’Auditorium Parco della Musica. Niente scorta o altri accompagnatori al suo seguito, o almeno così era sembrato al giovane: non appena si è avvicinato è stato però fermato dalle sue guardie del corpo ed è stato portato via.

Questo resoconto emerge dalle parole scritte sui social dallo stesso presunto aggressore e di cui vi proponiamo uno stralcio. Nel brano, dopo essersi soffermato a descrivere quanto accaduto, lo yemenita parla anche di provocazioni lanciate al suo indirizzo, probabilmente (ipotizza il ragazzo) a causa del berretto che indossava.

È comunque forte la verve critica e sferzante che si coglie nelle sue parole e nel confronto- voluto- con quello che sarebbe successo al suo Paese se avesse compiuto lì un’azione del genere. Adesso spetterà agli organi giudiziari competenti appurare la verità dei fatti, che si sia trattato davvero di un tentativo di aggressione o di un maldestro tentativo di avvicinamento non gestito in maniera ottimale.

“(…) Ieri sera ero al concerto di Edoardo Bennato e mentre attendevo l’inizio del concerto è apparso l’uomo ruspa. Er salvini. Non era con dei gattini, non indossava divise, non sorrideva al vento, era solo. Vedendolo ho pensato giusto e doveroso avvicinarmi e esprimergli a parole, non offese, a fatica, il mio pensiero. Esplicitare il mio punto di vista, “democraticamente” perché, fino a prova contraria, o sarebbe meglio dire facendo un conto alla rovescia, aspettando l’inevitabile, pensavo fosse permesso. Invece il solo avvicinarmi al ruspone folle ha fatto si che siano intervenute le forze dell’ordine (…)”.

(Foto d’archivio)

Maria Mento

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