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Laura Boldrini aggredita in aereo: “Vergognati, prima gli italiani”

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laura boldrini
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Urla, insulti e slogan riconducibili a quelli pronunciati dai fedelissimi dalla Lega e dal loro leader Matteo Salvini, quelli rivolti all’ex presidente della Camera Laura Boldrini. E’ accaduto in aeroporto e poco dopo sul volo Roma-Milano, dove l’esponente della Rete Futura è stata verbalmente aggredita da un uomo sulla sessantina che, il portavoce della Boldrini Flavio Alivernini ha descritto come “paonazzo e schiumante di rabbia”. Mentre la Boldrini stava effettuando il check-in l’uomo le si è avvicinato urlandole, “prima gli italiani, si vergogni”.

Aggressione verbale contro Laura Boldrini

Lei ha risposto con un sorriso proseguendo verso il gate di imbarco per Milano, per poi spostarsi verso Lodi per prendere parte ad un evento organizzato dalle associazioni del circolo Cerri e dal Coordinamento Uguali Doveri, all’indomani della sentenza del tribunale che ha condannato la locale amministrazione per aver escluso dal servizio mensa i bimbi stranieri. L’aggressore non si è però fermato, salendo sul medesimo aereo della Boldrini e continuando ad attaccarla ed importunarla anche a bordo del velivolo: “vergognati, prima gli italiani”, ha ribadito il 60enne, senza badare agli altri passeggeri.

Boldrini aggredita, il racconto del portavoce

Il portavoce della Boldrini, che si trovava sul medesimo aereo e che l’ha protetta dall’uomo, ha raccontato l’episodio sui social: Alivernini era seduto su un’altra fila ma si è alzato immediatamente quando il 60enne si è avvicinato all’esponente della Rete Futura: “L’ho invitato a prendere posto. A quel punto si è finalmente allontanato, grazie anche alle proteste degli assistenti di volo e delle persone che hanno assistito attoniti alla scena”. “Ci aspettiamo adesso la solidarietà di Matteo Salvini – ha aggiunto – Ci aspettiamo le scuse da parte di chi lancia slogan come ‘Prima gli italiani’, e fa le campagne social con le facce dei nemici da colpire, che magari riescono pure nell’intento di portare qualche persona di più in piazza in un Paese rabbioso e rancoroso che non vede l’ora di prendersela con qualcuno. Ma se il risultato poi è che gli avversari politici vengono aggrediti davvero? Il ministro degli Interni ha più paura di deludere i suoi o che a qualcuno venga fatto del male in nome dei suoi slogan?”.

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