Bocciata l’assunzione della pupilla cinese del sottosegretario Geraci: “Non parla nemmeno l’italiano”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:59

Sottosegretario GeraciBocciata l’assunzione della pupilla cinese del sottosegretario Geraci perché non parla l’italiano

Qualche giorno fa, in seguito ad un articolo de ‘L’Espresso‘, aveva destato una discreta perplessità la decisione del sottosegretario allo Sviluppo economico (numero 2 di Di Maio) Michele Geraci di spingere per l’assunzione di Lingjia Chen – 26enne cinese che non parla una parola d’italiano- nel suo staff personale. Pare che l’assunzione della giovane collaboratrice fosse un’esigenza primaria da parte di Geraci che nei giorni scorsi aveva strappato a fatica un sì al Mise per stipulare una proposta contrattuale da 36 mila euro l’anno per la ragazza. Il professore aveva persino inoltrato richiesta per l’apertura di un conto corrente a nome della pupilla all’istituto Intesa San Paolo

La Corte dei Conti boccia l’assunzione della pupilla cinese di Geraci

Nessuno all’interno del Mise e del governo era convinto dell’assunzione della 26enne cinese, non tanto perché la ragazza non abita in Italia, ma poiché non conoscere la nostra lingua e a detta di alcuni non avrebbe nemmeno le competenze tecniche per un incarico delicato come quello che le veniva offerto: la ragazza sarebbe divenuta l’assistente personale del sottosegretario ed avrebbe avuto accesso a numerosi dati sensibili oltre che ha tutti gli impegni in agenda di Geraci. A bloccare l’assunzione ci ha pensato la Corte dei Conti, che ha motivato il suo rifiuto con un semplice: “Non conosce l’italiano”. Sarebbe stato quantomeno bizzarro che un dipendente del governo italiano, infatti, non conoscesse nemmeno la lingua del Paese per cui lavora.

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