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Marocco, per la radio locale “giustiziati tre degli aguzzini delle turiste”. Veglia a Rabat per le ragazze uccise 

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Marocco, giustiziati aguzzini delle turiste

Lo Stato del Marocco avrebbe giustiziato tre dei soggetti accusati di aver violentato ed ucciso le studentesse scandinave di 24 e 28 anni uccise sui monti dell’Alto Atlante. 

La notizia arriva dalla radio nazionale marocchina, tuttavia ad ora non vi sarebbe ancora nessuna conferma ufficiale da parte delle autorità locali.  

“Il Marocco ha giustiziato tre persone, arrestate perché ritenute gli esecutori dello stupro e dell’uccisione a mezzo decapitazione delle due studentesse scandinave di 24 e 28 anni” ha annunciato ieri mattina la radio del Marocco. 

L’esecuzione, secondo queste informazioni, è avvenuta ieri all’alba alle 05:30 (ora locale) a Marrakesh. Come ripetiamo non ci sono ad ora conferme indipendenti sull’esecuzione dei tre assassini.

Il codice penale del Marocco prevede la pena di morte, ma nel Paese si osserva una moratoria sulle esecuzioni dal 1993. Da quando è salito al trono nel 1993 Re Mohammed VI, nessun decreto di esecuzione è stato firmato e decine di prigionieri detenuti nel braccio della morte si son visti commutare la condanna in ergastolo. Non c’è quindi conferma ad ora dell’avvenuta esecuzione. 

Veglia a Rabat per le turiste uccise 

Marocco, giustiziati tre degli aguzzini delle turiste. Veglia a Rabat per le due ragazze uccise Intanto due giorni fa centinaia di cittadini marocchini si sono riuniti nella capitale Rabat per partecipare ad una veglia in memoria delle due ragazze trucidate sull’Atlas. I manifestanti si sono riuniti di fronte alle ambasciate di Norvegia e Danimarca, i Paesi delle giovani uccise.

Tantissimi i cartelli con le foto delle ragazze e con la scritta “Scusateci”. Sui social media, moltissimi marocchini hanno chiesto la pena di morte per i fondamentalisti che hanno trucidato le due giovani. 

Tutti i 13 fermati son fondamentalisti 

Sono 13 i soggetti fermati per il barbaro omicidio della danese Louisa Vesterager Jespersen e della norvegese Maren Ueland. Il duplice omicidio è un atto terroristico, secondo le autorità locali. Tutti i 13 fermati son fondamentalisti islamici, alcuni di loro avevano giurato fedeltà all’Isis pochi giorni prima, promettendo di compiere atti terroristici. 

I corpi delle due ragazze, violentate ed uccise, sono stati scoperti lunedì scorso in un sito isolato nell’Alto Atlas, in una zona ritenuta sicura e molto frequentata da turisti e escursionisti. Le due ragazze avevano in programma di raggiungere un monte locale con la loro escursione. 

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