Violento terremoto di magnitudo 4.8 sull’Etna: crolli, paura e dieci feriti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:40

terremoto siciliaUn terremoto violentissimo, direttamente collegato all’eruzione e tale da provocare il ferimento di dieci persone. E’ iniziata nel cuore della notte del 26 dicembre 2018 la conta dei danni provocati dal sisma di magnitudo 4.8 avvenuto sull’Etna, nel Catanese, in Sicilia; un movimento tellurico parte di uno sciame sismico di medio-forte intensità iniziato in concomitanza con la ripresa dell’attività eruttiva del vulcano e caratterizzato da oltre 200 scosse, molte delle quali hanno superato la magnitudo 3 ed alcune delle quali hanno raggiunto il quarto grado della scala Richter. La scossa avvenuta nella notte, alle 3:19, ha avuto come questi tutti i terremoti dello sciame sismico sull’Etna un ipocentro superficiale, localizzato ad un solo km di profondità, e per tale ragione ha provocato una serie di danni, oltre al ferimento, in maniera non grave, di dieci persone. L’epicentro è dunque nel Catanese e sono decine i comuni interessati sia dall’attività del vulcano attivo più alto d’Europa, iniziata intorno alle 9 della vigilia di Natale, che dai terremoti ad essa correlati.

Terremoto in Sicilia, crollate pareti di diversi edifici

Il prefetto di Catania Claudio Sammartino ha immediatamente convocato due riunioni del centro coordinamento soccorsi, avvenute durante la notte, alle 4:30 e alle 6. E tra chi ha avvertito il terremoto c’è chi racconta di essere vivo per miracolo, come una famiglia composta da padre, madre e due figli minorenni le cui pareti di casa si sono letteralmente sbriciolate, crollando, per effetto del violento sisma M 4.8. “eravamo a letto, ci siamo svegliati di soprassalto e visto le pareti crollarci addosso. Per fortuna i mobili ci hanno protetti dalle macerie: siamo vivi per miracolo”. Crolli sono avvenuti anche nei comuni di Zafferana Etna, Santa Venerina e Fleri, come confermato dopo i sopralluoghi effettuati nell’area epicentrale. Tra i danni ai monumenti si segnala invece il crollo a Pennisi della statua di Sant’Emidio, considerato il santo protettore dal terremoto e parte del campanile della chiesa chiesa di Santa Maria del Carmelo. A Zafferana Etna gli ospiti di una casa di riposo hanno abbandonato una casa di riposo che, dopo il sisma, presenta preoccupanti lesioni; gli anziani si rifiutano per questo di farvi rientro.

Possibili nuove scosse, l’allarme degli esperti

A seguito del terremoto è stato inoltre chiuso al traffico un tratto dell’A18, l’autostrada Catania-Messina, dopo che sull’asfalto sono state riscontrate una serie di sospette lesioni; il tratto interessato è quello compreso tra i caselli di Acireale e di Giarre e solo dopo una serie di sopralluoghi verrà stabilito se riaprirlo o meno. Inutile sottolineare che la scossa è stata distintamente avvertita da migliaia di persone che a quell’ora si trovavano già a letto e che sono state svegliate di soprassalto; tra i comuni dai quali è partito il maggior numero di segnalazioni vi sono, tra gli altri, Viagrande e Trecastagni ma il terremoto è stato avvertito anche a Taormina e nelle province di Ragusa e Siracusa. Secondo gli esperti è la conseguenza della presenza di grande energia e di magma in movimento nei canali magmatici del vulcano che ‘spinge’ sulle pareti dell’edificio vulcanico. L’effetto visibile di questa attività è la colonna di cenere che si è formata il 24 dicembre e che è visibile da decine di chilometri di distanza.

Nuova fessura eruttiva sull’Etna

Gli esperti hanno confermato che tale attività è la conseguenza dell’apertura di una fessura eruttiva e che il rischio che possano verificarsi terremoti di egual intensità è ancora concreto e possibile. Da segnalare che dopo il terremoto più intenso Ingv ha registrato cinque scosse più lievi, tutte di magnitudo compresa tra 2.2 e 2.7.

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