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Tifoso Inter ucciso, Salvini: “Non si può morire così”. E convoca gli ultras al Viminale

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Salvini convoca gli ultras al viminaleTifoso Inter ucciso: Salvini convoca tifosi e società al Viminale

Questa mattina è morto il tifoso dell’Inter (Daniele Belardinelli, 35 anni) investito ieri sera da un suv blu poco fuori dallo stadio San Siro durante gli scontri tra le tifoserie avversarie, avvenuti poco prima dell’inizio del big match della diciottesima giornata di Serie A. Quello di ieri, purtroppo, è solo l’ultimo capitolo di un lungo libro di tragedie legate al mondo del calcio. Le leggi restrittive applicate dopo la morte di Raciti a Catania, hanno permesso di eliminare gli scontri all’interno dello stadio, ma fuori dalle mura gli ultras danno ancora vita a scontri furenti che, come logica conseguenza, possono portare ad un esito nefasto come quello di ieri sera.

Salvini: “Non si può morire per una partita di calcio”

Questa mattina il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato la morte del tifoso sottolineando ciò che dovrebbe essere ovvio per tutti: “Nel 2018 non si può morire per una partita di calcio”, quindi ha promesso che ad inizio 2019 cercherà una soluzione di comune accordo con le società calcistiche e i responsabili delle tifoserie: “A inizio anno convocherò al Viminale i responsabili di tifoserie e società di serie A e B, affinché gli stadi e i dintorni tornino a essere un luogo di divertimento e non di violenza”, un obbiettivo auspicato da molti già in passato, che si spera possa essere finalmente raggiunto.

 

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