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Corte UE dei diritti dell’uomo sulla sharia, la legge islamica: può essere applicata, con un limite

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Sharia può essere applicata ma con un limiteCorte UE dei diritti dell’uomo approva la sharia: può essere applicata, con dei limiti

Finora la Corte UE dei diritti dell’uomo si è sempre opposta all’applicazione della Sharia (legge islamica) poiché ritenuta contraria alla tutela dei diritti umani (i diritti fondamentali dell’uomo) su cui si basa la Carta Costituzionale Europea. Dopo la sentenza della Corte Ue sull’applicazione della stessa in Grecia, tale posizione parrebbe essere stata modificata parzialmente. La causa in questione vedeva contrapposta una vedova alle sorelle del marito defunto.

L’uomo aveva indicato la moglie come beneficiaria del suo lascito nel testamento, ma il tribunale della Tracia (da tempo soggetto alla sharia per questioni riguardanti il popolo musulmano) aveva annullato le volontà dell’uomo e dato alle sorelle la sua eredità. Nella sentenza in questione (datata 19 dicembre 2018) la Corte UE ha dato ragione alla moglie, annullando quanto dispone la Sharia. Ciò nonostante, come rilevato in un articolo di approfondimento di ‘Le Figaro‘, nella sentenza vengono esposti i limiti di applicazione della Sharia in Europa: “Uno Stato non è obbligato ma può creare un quadro giuridico determinato per accordare i cittadini appartenenti ad una religione uno statuto speciale che implica dei privilegi particolari”. A tali privilegi sono imposti dei limiti : la libertà del soggetto che può in ogni momento sottrarsi al privilegio, e le ragioni d’interesse pubblico. Ovviamente non può essere applicata una legge della sharia che va contro i diritti fondamentali dell’uomo.

Sentenza Corte Ue, Sharia: preoccupano le implicazioni

Sebbene la sentenza in questione non modifichi più di tanto le precedenti, e non obblighi nessuno stato a creare uno statuto speciale per i musulmani, in molti l’hanno trovata come una prima apertura alla legge islamica. Il timore più diffuso è che nel caso uno stato membro dell’Europa, o tutti, apra a tali privilegi si possano creare delle problematiche giuridiche di non poco conto. Dove finisce la libertà individuale e comincia la costrizione legata ai costumi? Chi tutelerebbe donne e bambini che voglio sottrarsi al controllo del genitore? Chi assicura che dietro la “scelta libera” di accettare le leggi della sharia non ci sia la costrizione? Si tratta di dubbi leciti, ma che al momento sembrano piuttosto prematuri, dato che si tratta di una sentenza e non di una nuova disposizione normativa.

 

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