Immigrato viene espulso perché coltiva droga: il Tar lo riammette (e lo Stato paga le spese legali)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:23

Immigrato espulso per droga, riammesso 

Un immigrato è stato riammesso nella struttura dalla quale era stato espulso per aver coltivato droga, e lo Stato si è dovuto far carico di tutte le spese. 

Immigrato viene espulso perché coltiva droga: il Tar lo riammette (e lo Stato paga le spese legali)Il fatto è avvenuto ad Arena Metato a San Giuliano Terme, comune alle porte di Pisa. Qui un gambiano, ospitato in un centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa, è stato trovato dai volontari in possesso di diverse piante di marijuana.

Il prefetto di Pisa ha quindi deciso di allontanarlo dal centro di accoglienza e di togliergli lo status di rifugiato. Ma lo straniero ha pensato bene di ricorrere al Tar. 

Il sindaco: “Brutto esempio”

Come spiega Il Tirreno, il gambiano, grazie al ricorso al Tar, non solo è stato riammesso nella struttura dal quale era stato espulso, ma sarà lo Stato a pagare le spese legali. I 1500 euro che dovevano essere pagati all’avvocato Valerio Uliana dell’immigrato sono a carico dello Stato, il comune di Arena Metato a San Giuliano Terme si deve riprendere il gambiano. Infatti lo straniero è stato ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato. 

Secondo il Tar, le accuse mosse all’immigrato erano deboli e poco circostanziate. “L’istruttoria non ha fornito alcun supplemento ai generici addebiti mossi e posti a fondamento della revoca delle misure di accoglienza” si legge  nella sentenza. “sia nel provvedimento impugnato, sia negli altri atti depositati, solo un ripetuto, astratto e generico cenno al deferimento per produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti”. Tuttavia non vi era “alcuna descrizione delle concrete condotte contestate e senza che vengano chiarite le circostanze di tempo e di luogo in cui queste si sarebbero verificate”. 

Il sindaco ha protestato contro questa sentenza del Tar. “È una sentenza che non dà un bell’esempio” ha sostenuto il sindaco. “Siamo per l’accoglienza regolare che rispetta la legge. Una persona che delinque non può entrare o rientrare nel circuito dell’assistenza. La leggo come una sconfitta”.

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