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La sonda spaziale cinese alla scoperta del lato oscuro della Luna

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La sonda spaziale Chang’e 4 fa trattenere il fiato alla Cina

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Tra poche ore è previsto l’atterraggio della sonda spaziale sul cratere Aitken

Una sonda spaziale cinese di ultima generazione che potrebbe trasformare quel “piccolo passo per l’uomo” in un vero e proprio salto ai confini della fantascienza. Sembrano le premesse di un film, invece è la realtà.
Il lato "oscuro" della luna sarà esplorato per la prima volta da una sonda spaziale cinese
La sonda spaziale Chang’e 4 alla scoperta del lato scuro della Luna

Fervono i preparativi alla CNSA (China National Space Administration) per l’atterraggio della sonda spaziale Chang’e 4, previsto per la giornata odierna. In un articolo comparso sul Guardian, l’agenzia spaziale cinese ha annunciato ufficialmente che la sonda dovrebbe atterrare proprio  sul cratere Aitken, nel Polo Sud lunare. Ossia quel celebre “lato oscuro” che non è mai rivolto verso la Terra e di cui a tutt’oggi si conosce ancora pochissimo.

E’ bastato questo annuncio a suscitare subito il clamore nella comunità scientifica internazionale. Tutti i riflettori sono puntati sul rover di matrice cinese, un ritrovato di tecnologia spaziale avveniristica. La Chang’e 4 durante la scorsa settimana si era portata fino a una distanza di soli 15 chilometri dalla superficie lunare. Ora, finalmente, sta per compiere l’impresa titanica e unica nel suo genere; atterrare là dove nessun robot spaziale e nessun uomo si era mai spinto prima d’ora.

Con la sonda Chang’e 4 la Cina si lancia nella corsa allo spazio

Il lancio della sonda spaziale
Il lancio della sonda spaziale Chang’e 4

Quella intrapresa dalla CNSA è infatti una missione sensazionale. Sempre secondo il Guardian, se l’atterraggio della sonda spaziale Chang’e 4 andrà effettivamente come previsto, la Cina potrebbe spingersi a rivaleggiare con Russia e Stati Uniti nella “corsa allo spazio” di nuova generazione; intenzione manifestata già da tempo e che adesso potrebbe trasformarsi trionfalmente in realtà.

Infatti la sonda spaziale Chang’e 4 consentirà agli scienziati di misurare nel dettaglio l’età e la composizione chimica del terreno lunare. Secondo le ipotesi più accreditate il cratere si sarebbe formato in una delle fasi più remote della vita del satellite, ed è probabilmente il più antico sulla sua superficie. Tuttavia, la mancanza di dati certi in proposito ha sempre limitato molto il lavoro di ricerca degli scienziati aerospaziali.

A tutt’oggi l’intero cratere Aitken e il Polo Sud lunare, in cui esso si trova, risultano inesplorati e le nostre conoscenze in merito si basano esclusivamente su foto riprese da veicoli spaziali, che tuttavia non sono mai atterrati a una simile distanza. I rilievi della sonda spaziale potrebbero quindi gettare luce sull’origine della Luna e aprire il campo a una delle scoperte scientifiche più eclatanti degli ultimi anni, seconda solo alla quella del pianeta Kepler. Un primato di tutto rispetto, di cui la CNSA va giustamente fiera. Anche perché l’impresa della sonda Chang’e 4 non sarà priva di difficoltà.

La sonda spaziale non potrà comunicare direttamente con la Terra

Il satellite Queqiao consentirà di ricevere i rilievi della sonda
Per trasmettere i risultati delle analisi Chang’e 4 farà riferimento al satelllite Queqiao

L’inconveniente principale, riporta sempre il Guardian, è che la sonda non sarà in grado di comunicare direttamente con la Terra da quella distanza. Questo perché il moto di rotazione e quello di rivoluzione lunare sono identici, quindi è sempre lo stesso lato ad essere rivolto verso di noi. Il “lato oscuro” della Luna è dunque irraggiungibile dai segnali di trasmissione. Per ricevere i dati rilevati dalla sonda la CNSA dovrà servirsi del satellite Queqiao, decollato il 21 maggio e che attualmente orbita intorno al punto L2. Grazie alla sua antenna parabolica di ultima generazione, il satellite fungerà da vero e proprio relay per le rilevazioni astronomiche di Chang’e 4.

E mentre cresce l’attesa per la misteriosa ora X (che la CNSA non ha ancora ufficialmente divulgato), la comunità scientifica si prepara a rivedere le sue conoscenze grazie a quanto Chang’e 4 porterà alla luce.

Cristina Pezzica