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Kerala, la prima volta delle donne nel tempio Indù

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A Kerala due donne entrano per la prima volta in un tempio induista, ed è subito rivolta

Due donne a Kerala sono entrate per la prima volta in un tempio induista
Per la prima volta due donne sono riuscite a entrare in un tempio induista

Sono le prime a sfidare il tabù che le vorrebbe interdette dai luoghi di culto. E il Kerala sprofonda nel caos

Nel Kerala non si ferma l’onda lunga della sentenza della Corte suprema che ha finalmente permesso alle donne induiste l’accesso ai luoghi di culto. Due donne sono riuscite a eludere i controlli del tempio di Sabarimala, uno dei più importanti di tutta la regione. E non sono mancate le proteste e le polemiche verso un gesto senza precedenti.
Il tempio di Sabarimala è uno dei più importanti di tutta la regione del Kerala
Il tempio si Sabarimala, dove due donne sono riuscite a eludere la sorveglianza

KERALA, India – Sono le prime donne in tutta la storia dell’Induismo a entrare in un tempio. E non un tempio qualsiasi, ma quello di Sabarimala, considerato uno dei luoghi sacri più importanti delll’India e meta di innumerevoli pellegrinaggi da parte dei fedeli. Rigorosamente di sesso maschile. La religione Indù infatti vieta alle donne fra i dieci e cinquant’anni l’ingresso a qualsiasi luogo di culto, ritenendole “impure”.

Un tabù millenario che non è bastato a frenare la determinazione di Bindu Ammini e Kanaka Durga, 42 e 43 anni. Come riporta un articolo comparso su Repubblica, durante la giornata di Martedì le due donne sarebbero entrate nel tempio con l’ausilio di una nutrita scorta di agenti di polizia, incaricati di tutelare la loro sicurezza. Per non attirare l’attenzione, le due si sono presentate al tempio indossando abiti rituali molto simili al Burka. Tuttavia non sono passate inosservate e, dopo qualche minuto, le autorità religiose di Sabarimala le hanno fermate e scacciate. Il tempio è stato successivamente chiuso al pubblico per alcune ore, nel corso delle quali sarebbero stati eseguiti dei riti per purificarlo.

E nel Kerala infuria lo scontro tra fedeli e progressisti per i diritti delle donne.

Le proteste che hanno sconvolto la regione del Kerala
Non si fermano gli scontri e le proteste nella regione del Kerala

Un evento fuori dall’ordinario che sfida tradizioni secolari. E un passo avanti importante verso il riconoscimento dei diritti delle donne e la parità fra i sessi, come sostiene il primo ministro Pinarayi Vijayan. Il governo del Kerala ha infatti ribadito tutto il suo sostegno alla storica sentenza della Corte Suprema, decisa ad abbattere le barriere che da sempre impediscono alle donne induiste l’accesso ai tempi o ad altri luoghi religiosi. A riprova della sua solidarietà, il primo ministro Vijayan ha assicurato la protezione da parte del governo per quelle donne che decideranno di sfidare l’opinione comune per professare il loro credo religiosi al pari dei loro uomini.

Naturalmente però non sono mancate le polemiche, soprattutto da parte dei conservatori e di attivisti e militanti di estrema destra. Lo stesso premier Narendra Modi, eletto nel 2014 con il Partito Popolare, si è scagliato violentemente contro un atto ritenuto blasfemo e scandaloso, descritto come un vero e proprio “tradimento” delle leggi sacre che governano la fede Induista. A Thiruvananthapuram, davanti al Parlamento, si registrano scontri particolarmente accesi. Secondo le prime stime ci sarebbe almeno un morto e quindici feriti, ricoverati con lesioni anche da taglio. Il conflitto si è poi esteso a macchia d’olio ad altre città del Kerala. In totale, il numero di arresti in questi giorni sarebbe di 1369.

Le donne del Kerala manifestano per i loro diritti

Il "muro delle donne" che hanno sfilato per i loro diritti
La catena umana che nella giornata di Martedì ha manifestato in nome delle donne del Kerala e di tutta l’India

Non è un caso che prima di Bindu Ammini e Kanaka Durga fossero state moltissime le donne che nei mesi scorsi avevano cercato di accedere a diversi luoghi sacri. Da Settembre, quando la Corte Suprema ha abolito il divieto di accesso ai luoghi di culto per le donne in età mestruale, l’onda lunga del desiderio di uguaglianza è cresciuta a dismisura. Le donne del Kerala vogliono vedere riconosciuti i loro diritti e hanno dimostrato una volta di più di non temere la repressione e l’intolleranza.

Sempre Martedì si è tenuta una contro protesta da parte di migliaia di donne, sostenute dal Governo e protette dalle forze dell’ordine. Le partecipanti si sono tenute per mano formando una catena umana di ben 620 km. A testa alta, senza paura, in nome di quel “muro delle donne” o “women chain”, hanno sfilato nel nome dell’uguaglianza e della libertà.

Ed è proprio di queste ore la notizia che una terza donna, proveniente dallo Sri Lanka, sarebbe a sua volta riuscita a insinuarsi in un tempio e professare la propria fede. Lo riporta il Telegraph, citando tra l’altro le parole di un agente di polizia che avrebbe confermato la veridicità del fatto.

Cristina Pezzica

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