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Le guardie giurate rompono con Matteo Salvini: “Non ha mantenuto la parola”

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salvini Le guardie giurate rompono con Salvini

Le guardie giurate fortemente deluse da Matteo Salvini. I 51 mila addetti del settore vigilanza privata, riuniti sotto la sigla ANGGI (Associazione nazionale guardie giurate italiane), avevano caldamente sostenuto la Lega e l’attuale ministro dell’Interno in occasione delle elezioni politiche che si sono tenute lo scorso 4 marzo, e che hanno visto un ottimo risultato da parte del Carroccio (ora al governo con il Movimento 5 Stelle, ndr).

Nel 2017, Matteo Salvini assicurò un impegno da parte della Lega per il settore della vigilanza privata. L’attuale responsabile del Viminale diede in particolare il sostegno a un progetto – “SOS Italia” – per l’uso di guardie giurate nei comparti sicurezza e salute.

Salvini aveva promesso “serenità e dignità”

A fare da intermediario per questo “accordo” il deputato e coordinatore della Lega nel Lazio, Francesco Zicchieri, e soprattutto Andrea Cacciotti, in poche parole il “numero uno” di Security National (guardie giurate e operatori della sicurezza).

Una volta contribuito a dare vita al governo gialloverde, con la sua conseguente nomina a ministro dell’Interno, Salvini aveva promesso in uno dei suoi video a tutte le donne e gli uomini che fanno le guardie giurate “che farò di tutto per portarvi a un livello di serenità e di dignità come tutte le altre forze dell’ordine”. Ma le parole di Salvini sono rimaste tali, ed è per questo che l’ANGGI ha comunicato di aver “rotto l’asse” con la Lega e soprattutto con il suo leader.

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