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Vicesindaco di Trieste butta le coperte di un senzatetto: “poi mi sono lavato le mani”

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polidori clochardUn gesto che ha innescato una serie di reazioni negative quello del vicesindaco di Trieste Paolo Polidori il quale si è vantato sui social di aver buttato nella spazzatura i panni utilizzati da un senzatetto. E’ stato lui stesso a raccontare tutto in un post su Facebook, rimosso poco dopo: “Sono passato in via Carducci, ho visto un ammasso di stracci buttati a terra… coperte, giacche, un piumino e altro – ha raccontato il vice del primo cittadino – Non c’era nessuno, quindi presumo fossero abbandonati. Da normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città, li ho raccolti e li ho buttati, devo dire con soddisfazione, nel cassonetto: ora il posto è decente. Durerà? Vedremo! Il segnale è: tolleranza zero! Trieste la voglio pulita!”. Un’esternazione che non è piaciuta a molti, tanto più perchè accompagnata dalle seguenti parole: “Sono andato subito a lavarmi le mani. E adesso si scatenino pure i benpensanti, non me ne frega nulla!”.

Polidori subissato di critiche sui social

In tanti hanno ricordato a Polidori che, seppur malridotti, gli “stracci” avrebbero aiutato il clochard a sentire un po’ meno il freddo gelido di questi giorni e che sono già diversi i senzatetto deceduti a causa delle temperature rigide ampiamente scese al di sotto dello zero. Del resto il politico leghista non è nuovo a comportamenti di questo tipo: nel mese di agosto ha fatto sgomberare, durante la notte, alcuni migranti che da giorni si trovavano sulle Rive e l’intero episodio è stato filmado ed è finito sui social network.

Il vicesindaco si difende

Contattato dall’agenzia Dire ha poi aggiunto: “Se c’è la persona lì, ovviamente non vado a portarle via le cose”, sottolineando che il senzatetto è “già attenzionato dai servizi sociali più volte, e più volte ha rifiutato di essere messo in una struttura protetta dove io mi ero mosso per farlo andare”. Il vicesindaco ha aggiunto che “la possibilità di essere accolto c’è. Nessuno – ha chiosato – va oggi a Trieste, se non volontariamente, a dormire sotto le stelle senza un pasto caldo e senza potersi lavare”. Concludendo: “non si può tollerare che le persone possano dormire così in strada. Non si può accettare una condizione di degrado così a Trieste, né in un caso o in dieci o in cento, se non vogliamo avere un accampamento a cielo aperto nella nostra città. Questo è una condizione che io combatto, sempre nei limiti della solidarietà, dell’umanità e del soccorso”.

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