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Arriva il reddito di cittadinanza promesso dal M5S: ecco cosa bisogna aspettarsi

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Arriva il reddito di cittadinanza, il decreto legge è quasi pronto

©Filippo Monteforte (Getty Images)

Il reddito di cittadinanza, uno dei provvedimenti cardine sul quale si è incentrata  la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle, sta per diventare realtà.

Ci saranno delle differenze (che adesso andremo ad esaminare) tra il provvedimento “reale” e quello inizialmente teorizzato.

Vediamo cosa prevede, in linea di massima, il decreto legge che istituisce questo aiuto economico statale. La bozza del decreto sarebbe già pronta.

Arriva il reddito di cittadinanza, la cifra erogata verrà ridotta in caso di aumento delle domande

Il Governo ha previsto che possano essere circa 1 milione e 400mila le famiglie idonee a ricevere l’aiuto economico conosciuto con il nome di “reddito di cittadinanza”. Attenzione, però: potrebbero pervenire più domande di quelle che si prevede. Come ci si regolerà in questo caso?

Il testo del decreto legge che stabilisce il funzionamento del reddito di cittadinanza parla chiaro e parla non di un’erogazione maggiore rispetto ai fondi disponibili messi a disposizione, per garantire a tutti lo stesso tetto di partenza, ma di una nuova ripartizione tra i beneficiari.

Ciò significa che con l’aumentare delle domande accettate si dovrà dividere l’intero importo che il Governo ha deciso di destinare, con un calo della cifra che ognuno riceverà con il bonus. Non verranno trovati nuovi fondi per adeguare la situazione di ognuno. Una famiglia che si aspetta, quindi, di ricevere 500 euro- in base alla sua situazione- potrebbe veder calare il suo bonus. Senza dubbio, non ci saranno aumenti: il tutto funzionerà fino ad esaurimento fondi.

Come verranno ripartiti i fondi del reddito di cittadinanza? Di fatto, il reddito di cittadinanza non sarà equivalente, per tutti, ai 780 euro inizialmente promessi dal M5S ai disoccupati (con contestuale ricerca di lavoro, fino a tre proposte lavorative cadauno inoltrate dai centri per l’impiego).

Si tratterà di un aiuto economico che andrà invece ad integrare un reddito esistente e calcolato in base alla grandezza della famiglia ricevente. Tagliati fuori tutti gli italiani che non hanno più la residenza in Italia (chi, ad esempio, è andato all’estero per lavoro). Ecco gli scaglioni previsti:

-Da 500 a 1050 euro: destinato a quelle famiglie con una casa di proprietà;

-Da 650 a 1200 euro: destinato a quelle famiglie che vivono in una casa che hanno acquistato ma per la quale devono ancora estinguere un mutuo;

-Da 780 a 1330 euro: destinato a tutte le famiglie che pagano mensilmente un affitto.

Tagliati fuori tutti gli italiani che non hanno più la residenza in Italia (chi, ad esempio, è andato all’estero per lavoro). Non senza un piccolo giallo: una contraddizione insita nel decreto stesso.

Si afferma, infatti, nel primo comma che per ricevere il Reddito di cittadinanza basterà possedere o la cittadinanza italiana o la cittadinanza di uno dei Paesi UE o un permesso di soggiorno. Nel secondo comma si scopre invece che per richiedere il reddito bisogna essere “residente in Italia in via continuativa da almeno 10 anni al momento della presentazione della domanda”.

Maria Mento

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