Sea Watch, Papa Francesco e l’appello a Salvini. Ma lui ribadisce; “Porti chiusi.”

Sea Watch e Sea Eye ancora allo sbaraglio, Papa Francesco si rivolge a Salvini

L'appello di Papa Francesco
Papa Francesco si appella a Salvini per i migranti della Sea Watch

L’appello del Santo Padre durante l’Angelus per i leader europei

Continua a far discutere la vicenda delle due navi ong ancora in alto mare. La Sea Watch e la Sea Eye trasporterebbero 49 persone e da giorni attendono il permesso di attraccare. E durante l’Angelus di oggi lo stesso Papa Francesco ha sollevato l’argomento, rivolgendosi direttamente ai politici.

Papa Francesco ai leader d’Europa; “Concreta solidarietà per 49 persone in cerca di aiuto”.

Papa Francesco ai leader mondiali; "Solidarietà per i migranti"
Durante l’Angelus Papa Francesco si è rivolto ai leader mondiali in merito alle due ong

ROMA – Sui 49 migranti a bordo della Sea Watch e Sea Eye è sceso in campo anche Papa Francesco. Durante l’Angelus di questa mattina, il Pontefice si è infatti rivolto direttamente ai leader europei, che da giorni rifiutano di far attraccare le due ong nel Mediterraneo. “Quarantanove persone, salvate dalla guerra,” ha esordito Papa Francesco, “sono in cerca di un porto sicuro dove sbarcare.” E ai politici europei chiede “concreta solidarietà nei confronti di queste persone”, come riportato in un articolo di Repubblica.

Del resto non è la prima volta che il Pontefice dimostra di seguire con interesse i fatti di cronaca, specie per quanto riguarda la questione dei migranti. Già la sera della vigilia di Natale Papa Francesco si era espresso in proposito, invocando “responsabilità, solidarietà e passione nei confronti di chi, per motivi diversi, ha lasciato il proprio Paese”. Ricordando poi l’approvazione del patto mondiale per la migrazione sicura che si era tenuto a Marrakech.

Ma Salvini non ci sta; “I porti rimarranno chiusi”. Di Maio; “Europa senza pietà.”

La risposta di Salvini: “Porti chiusi.” Ma Di Maio replica; “facciamo sbarcare almeno donne e bambini”

Non si è fatta attendere la replica del Ministro degli Interni, Matteo Salvini. Che alle parole di Papa Francesco ha replicato: “Per chi non rispetta le leggi, i nostri porti sono e rimarranno chiusi.” Salvini ha poi condiviso tramite la sua pagina Facebook un post della Sea Watch; “Amiamo l’Italia perché non è Salvinia.” In chiusura degli auguri per una felice Epifania, Salvini ha concluso con un messaggio alla ong; “Fate quello che volete, io non apro i porti.”

Posizioni più concilianti quelle del vicepremier Luigi Di Maio, che apre uno spiraglio alla possibilità di far sbarcare perlomeno donne e bambini. “A Salvini”, ha dichiarato Di Maio, parlando ai microfoni dalla città dell’Aquila, “nessuno vuole togliere il potere di decidere. Però questa è una decisione che va presa dal governo intero, come abbiamo sempre fatto.” Di Maio ha poi ribadito il suo sostegno alla linea di condotta adottata dal governo nei confronti dei migranti, puntualizzando però che “se serve, donne e bambini si possono mandare anche in Italia. Malta e l’Europa in questo momento non hanno pietà.”

Sea Watch, Malta rifiuta di creare un precedente

Malta rifiuta di far attraccare la Sea Watch
Da Malta il rifiuto di far attraccare la Sea Watch e Sea Eye

Saldissima nel suo rifiuto è infatti Malta, che ha negato il permesso di sbarco alle due ong. Nel corso di un’intervista, il premier Joseph Muscat ha ribadito la linea dura, anzi durissima, del suo Paese nei confronti dei migranti.

“Il governo”, afferma Muscat, in risposta all’appello di Papa Francesco, “deve trovare un equilibrio tra protezione delle vite umane e protezione di Malta e della sua sicurezza, evitando che queste ultime siano minacciate. Non diventeremo il luogo dove vengono fatti sbarcare i migranti che altri paesi non vogliono accogliere.” E alle invocazioni che erano giunte nei giorni scorsi da parte di Di Maio, ribatte; “Se si fosse accettato di far sbarcare le due ong, i bulli avrebbero vinto e i paesi come Malta, che fanno rispettare le leggi, sarebbero stati vittime. Il mio governo non reciterà la parte di Babbo Natale.”

Cristina Pezzica