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Malta rifiuta di accogliere la nave di migranti: “Malta salva da sempre le vite, non la diamo vinta ai bulli”

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Malta non accoglie le navi Ong: “Non vogliamo creare precedente”

Malta rifiuta di accogliere la nave di migranti: “Malta salva da sempre le vite, non la diamo vinta ai bulli”Malta rifiuta di accogliere le navi Sea Eye e Sea Watch, che si trovano al largo dell’isola con 49 stranieri a bordo. L’ennesimo caso di stallo riguarda queste due navi di Ong che hanno nuovamente prelevato 49 immigrati dalle coste nordafricane per portarli in Europa.

Malta, però, non li vuole accogliere. Il motivo? Non vuole creare un precedente in forza del quale tutte le successive imbarcazioni approderebbero lì laddove venissero rifiutate dagli altri Paesi. 

Insomma, un po’ quello che ha fatto l’Italia negli ultimi anni: farsi carico di un numero spropositato di immigrati, mentre in Spagna la polizia sparava loro proiettili di gomma ai barconi e la Francia si è sempre categoricamente rifiutata di accogliere. Ora toccherebbe a Malta accogliere un piccolo numero di immigrati ma, come è sempre successo, si rifiuta. 

Ora è braccio di ferro fra il ministro di Malta, Joseph Muscat, e il governo italiano. Salvini è categorico: i porti sono chiusi. 

Braccio di ferro fra Malta e Roma

“Se si fosse accettato di far sbarcare le navi delle due ONG sin dall’inizio senza chiarimenti, i bulli avrebbero vinto, mentre i paesi come Malta che rispettano le leggi e salvano vite, sarebbero finiti per essere le vittime”. dice Muscat. I bulli sarebbero il governo italiano, che per anni ha assorbito flussi migratori facendo da spugna per tutta l’Europa.

L’affermazione di Muscat secondo la quale Malta salverebbe vite, invece, appare molto lusinghiero e poco corretta. Malta spesso accompagna addirittura le navi di immigrati che giungono alle loro coste fino alla zona italiana, con navi dal trasponder spento, abbandonandole nel Mediterraneo per far sì che se ne occupino gli italiani. Violando le norme sul primo porto sicuro, ed tutto nel totale silenzio e nell’impunità; quest’isola non ha mai dato un grande contributo al salvataggio degli immigrati nel Mediterraneo, anche se la cosa si palesa solamente ora.

Uno scaricabarile, quello di Malta verso l’Italia, che è testimoniato anche nelle carte dei giudici di Palermo in merito alla vicenda Diciotti. “Dalle prove acquisite risulta chiaro che il comportamento irresponsabile dell’autorità maltese non è dipeso da motivi tecnici, ma dall’intenzionale proposito di spingere forzosamente il barcone nelle acque italiane“. Questo è quanto si legge nel provvedimento inviato dal Tribunale dei ministri di Palermo ad ottobre ai colleghi del Tribunale dei ministri di Catania per “incompetenza territoriale”.

Il problema della Convenzione di Amburgo

Alla base del problema c’è anche la legge. Infatti l’area italiana di responsabilitàcopre 500mila chilometri quadrati di mare, il doppio del territorio italiano, ma di fatto ci troviamo a effettuare interventi su 1 milione e 100mila km quadri, praticamente metà del Mediterraneo” spiegava poco tempo fa l’ammiraglio Vincenzo Melone ai senatori in Commissione.

“La Libia e la Tunisia, infatti, hanno ratificato la Convenzione di Amburgo, ma non hanno mai provveduto a definire le loro rispettive aree sar o a predisporre un’organizzazione ad hoc, e dove finiscono le aree sar italiana e maltese si crea un buco”. Con la conseguenza che tutto il Mediterraneo, o quasi, rientra nell’area di competenza di un Paese solo (nonostante ve ne siano molti altri ad affacciarsi sul mare”. 

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