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La storia di Giovanni Francesco Asperti, cittadino bergamasco ucciso in Siria durante gli scontri con l’ISIS

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Un combattente di origini bergamasche è rimasto ucciso durante gli scontri contro l’ISIS

Hiwa Bosco, il combattente italiano ucciso in Siria

Non sono ancora conosciute le dinamiche del decesso di Giovanni Francesco Asperti, combattente delle YPG

L’uomo, nativo di Bergamo, aveva deciso di scendere in campo contro l’ISIS e diventare un combattente al fianco delle milizie curde. Il 7 Gennaio la notizia del decesso, in circostanze ancora da chiarire.

Dall’Italia alla Siria per combattere l’ISIS

Miliziani curdi dell'YPG
Le milizie curde dell’YPG di cui faceva parte il combattente italiano ucciso

AL HASAKAH, Siria – E’ morto il primo combattentente italiano arruolato volontariamente nelle YPG, le milizie curde in Siria. La notizia arriva direttamente con un comunicato da parte dell’Unità per la protezione dei popoli, come riportato da BergamoNews.

L’uomo si chiamava Giovanni Francesco Asperti, figlio di Pietro e Vittoria Asperti. Cinquantenne, aveva deciso di lasciare l’Italia e la nativa Bergamo per abbracciare la causa dei combattenti curdi nella liberazione della Siria. Una causa che lo ha portato a scontrarsi più volte, in prima persona, contro le milizie dello Stato Islamico. Da quando era diventato a tutti gli effetti uno dei combattenti dell’Unità per la protezione dei popoli, Asperti aveva abbandonato il nome di battesimo in favore di un autentico nome di battaglia; “Hiwa Bosco”.

Ed è Hiwa Bosco che piangono i suoi commilitioni. Ricordando fra l’altro come, nel corso di una carriera fulminante, l’uomo avesse combattuto l’ISIS già nello Stato del Rojava e nel Nord della Siria. Caratterizzandosi sempre per la sua estrema aderenza agli ideali di libertà e determinazione che sono il cardine della protesta delle milizie curde contro lo Stato Islamico. Ideali che Hiwa Bosco ha seguito “fino all’ultimo momento della sua vita, come dichiara il comunicato della YPG.

La misteriosa morte del combattente italiano

Combattente curdo con il fucile
I combattenti curdi: “Continueremo a lottare contro lo Stato Islamico”

Tuttavia, sulle circostanze esatte del decesso rimangono ancora molti interrogativi aperti. Il comunicato ufficiale infatti non spiega come Hiwa Bosco abbia effettivamente perso la vita. Si parla solo, genericamente, di “sfortunato incidente”. La morte sarebbe avvenuta il 7 Dicembre, mentre Hiwa Bosco era coinvolto in un’operazione a Derik, nel Nord-Est della Siria e più esattamente nel governatoriato di Al Hasakah. Tuttavia, le dinamiche della morte sarebbero valse a Bosco il titolo di primo vero martire italiano nel corso dei combattimenti.

“Le nostre forze”, continua poi il comunicato dei miliziani curdi, “continuano le operazioni contro lo Stato Islamico nella città di Hajin”, con combattimenti localizzati anche nei dintorni della valle dell’Eufrate nel quarto anno di un conflitto che sembra non avere fine. La Farnesina ha confermato l’accaduto e offerto il massimo sostegno alla famiglia Asperti.

Cristina Pezzica

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