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L’ennesima storia dell’imprenditore che cerca operai da 2mila euro al mese senza ricevere candidature 

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Cercasi operai 2mila euro al mese. Perché non si candidano?

L’ennesima storia dell’imprenditore che cerca operai da 2mila euro al mese senza ricevere candidature Ci risiamo. Oggi la storia dell’imprenditore costretto a farsi in quattro per assumere in un Paese di (così si pensa) lazzaroni e pigri, viene da Treviso. Nereo Parisotto, l’imprenditore di Euroedile da Treviso, ha sostenuto di aver pubblicato un annuncio su Facebook cercando operai con stipendio da 1800 euro più plus per trasferte.

Secondo lui, nonostante lo stipendio molto buono, i candidati mollerebbero il lavoro a causa delle trasferte in Italia, Svizzera e Austria che, a suo dire, non durano più di una settimana. Le trasferte comporterebbero un plus che porterebbe lo stipendio fino a 2mila euro al mese. Insomma, sembra interessante.

Parisotto dice di aver ricevuto circa 80 candidature, ma di non aver trovato giovani da formare, che è quelli che cerca. 

Perché non trova operai? Presto spiegato

Ma con uno stipendio da 1800 euro a salire, con trasferte brevi in Paesi così vicini all’Italia, perché Parisotto non trova operai? È presto detto.

Cerca operai edili ai quali applicherebbe però il contratto metalmeccanico e non quello dell’edilizia; è una evidente anomalia che, come sindacato, combattiamo quotidianamente in tutti i cantieri” comunica il segretario generale della Filca Franco Turri. “La formula offerta da Euroedile è un dumping contrattuale che provoca danni economici al lavoratore e rischi per la sicurezza” continua il segretario.

In sostanza, “Un contratto diverso da quello dell’edilizia (…) comporta per gli imprenditori un risparmio in busta paga fino al 30%, così come sui contributi Inail e Inps e sui costi per la sicurezza; i lavoratori invece, evidenzia la Cisl, perdono anche dei benefici” si legge sul Corriere del Veneto, che riporta parole della CISL. 

Parisotto si lancia anche all’ode dello straniero flessibile contro l’italiano che non si scrolla da casa. “Il primo requisito deve essere la disponibilità a trasferte anche lunghe, in questo sono molto più flessibili gli stranieri che vengono nel nostro Paese per lavorare, mentre gli italiani hanno a casa mamma, papà e fidanzata e non vogliono stare all’estero per una settimana”. Beh, certo. Ci sarebbe da chiedersi allora perché, negli ultimi dieci anni, 1,2 milioni di laureati italiani se ne siano andati all’estero. 

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