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Fine degli accessi condivisi di Netflix e Spotify? il nuovo sistema anti furbetti

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netflix accessi condivisiGli accessi condivisi di Netflix e Spotify potrebbero avere le ore contate. E’ stata infatti presentata una piattaforma che consente ai servizi di streaming video e di musica, di scoprire quali utenti condividono le proprie credenziali con altre persone, consentendo loro di accedere al proprio account senza pagare alcun abbonamento. La presentazione è avvenuta a Las Vegas ma il ‘prodotto’ è inglese. Si tratta di un fenomeno, quello della condivisione delle credenziali, conosciuto dalle società di streaming ma in merito al quale nessuno si è ancora attivato: a fronte della perdita di abbonamenti infatti, cercano di massimizzare e moltiplicare l’audience per avere comunque un tornaconto.

La novità per mettere fine agli accessi condivisi

Questo non accade solo su Netflix e Spotify ma anche su Xbox Live, Apple Music, Google Play Music, oltre che per le licenze dei software utilizzati sul Pc. Sono moltissimi gli utenti che, molto semplicemente, condividono il loro accesso con parenti o amici ed esistono addirittura piattaforme che a fronte del pagamento di pochi euro al mese, consentono di acquistare accessi in condivisione già in origine e tra perfetti sconosciuti i quali ammortizzano la spesa a fronte dell’utilizzo dell’accesso su un singolo dispositivo (Netflix ad esempio consente di accedere alla piattaforma da quattro diversi dispositivi in simultanea e con una sola credenziale).

Come funziona la piattaforma anti accesso condiviso

Una situazione che ben presto potrebbe cambiare, sempre che le società siano interessate a farlo: il nuovo sistema presentato dalla società britannica Synamedia al Ces di Los Angeles, sfrutta le potenzialità del machine learning e grazie ad esse individua le password condivise. Analizzando i dati di tutti gli utenti di una determinata piattaforma e confrontando vari fattori, che vanno dal “dove si accede” all’ora in cui l’account viene usato ma anche al tipo di contenuti guardati o ascoltati e al dispositivo utilizzato. Dati che vengono poi assemblati creando una serie di schemi e abitudini d’uso dell’account ma anche dei suoi accessi multipli per individuare i casi di password condivise e mettervi fine.