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Quando gli “intellettuali” firmarono un appello per la liberazione di Battisti. La rete insorge: “Chiedano scusa”

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Quando gli intellettuali firmarono per Battisti 

Quando gli “intellettuali” firmarono un appello a favore di Cesare Battisti
Cesare Battisti in Brasile

Cesare Battisti è stato finalmente arrestato. Dopo una latitanza durata anni, il terrorista che venne condannato in Italia per 4 omicidi (due commessi direttamente e due ai quali aveva partecipato) tornerà nel nostro Paese. Tornerà per scontare una pena rimandata troppo a lungo, un conto con la giustizia per quattro morti ed un uomo in carrozzina che non potrà più camminare e altrettante famiglie distrutte. 

Vale la pena ricordare che nel 2004 molti fra coloro che vengono definiti “intellettuali” italiani firmarono un appello a favore di Cesare Battisti. La rete ha la memoria lunga, ed in queste ore l’appello è tornato a galla, così come la richiesta di spiegazioni (e scuse per le famiglie delle vittime) nei confronti di coloro che ritennero conveniente firmare un appello per chiedere di non incarcerare il terrorista. 

L’elenco delle firme all’appello del 2004 è presente a questo linkNel 2004, moltissimi cittadini decisero di boicottare i libri di coloro che avevano firmato l’appello, come segno di protesta per la solidarietà espressa ad un terrorista.

Chi firmò l’appello a favore di Battisti

Diverse firme italiane, fra scrittori e c.d. intellettuali, misero la loro firma nero su bianco in calce all’appello. 

Fra i firmatari anche il vignettista Vauro, Christian Raimo e Saviano (allora 24enne, l’unico però che nel 2009 ritirò la firma “per rispetto a tutte le vittime”). 

Fra gli altri firmatari il collettivo Wu Ming, Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele,, Lello Voce, Pino Cacucci, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari.

Battisti è stato definito “il terrorista più difeso e protetto nella storia italiana”. È difficile non concordare oggettivamente su questo punto. Ora in molti chiedono il conto a chi firmò questo famoso appello per la difesa di Battisti. 

Cosa chiedeva l’appello per Cesare Battisti 

“Dal momento della sua fuga dall’Italia, prima in Messico e poi in Francia, Cesare Battisti si è dedicato a un’intensa attività letteraria, centrata sul ripensamento dell’esperienza di antagonismo radicale che vide coinvolti centinaia di migliaia di giovani italiani e che spesso sfociò nella lotta armata. La sua opera è nel suo assieme una straordinaria e ineguagliata riflessione sugli anni Settanta, quale nessuna forza politica che ha governato l’Italia da quel tempo a oggi ha osato tentare” si legge nell’appello.

E ancora adesso, c’è chi chiede l’amnistia 

Molti, in politica ed in rete, hanno chiesto ai firmatari di chiedere scusa alle famiglie delle vittime distrutte dagli omicidi compiuti da Battisti.

Se l’intelligenza integra anche la capacità di tornare sui propri passi rinnegando l’accecante fede politica che portò persone di destra a difendere terroristi neri e persone di sinistra a difendere quelli rossi, ancora oggi c’è chi chiede grazia ed amnistia per Battisti. 

Christian Raimo, ad esempio, non solo si è smarcato dalla sua firma a favore del terrorista, ma vi ha dedicato un post sulla sua pagina Facebook. “Ho firmato quattordici anni fa un appello per la liberazione di Cesare Battisti. Ho conosciuto e ho lavorato insieme ai parenti di quelle che sarebbero (che sgradevole questo condizionale dopo una condanna passata in giudicato, ndr) le vittime di Cesare Battisti” scrive Raimo. Per poi concludere che “Per me l’ergastolo andrebbe abolito, per me andrebbero abolite le galere”. 

Ancora più radicale Marco Ferrando, portavoce nazionale del PCL, che ha sostenuto che (per Battisti) “La soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia”. Ed incredibilmente, si riesce ancora a gettarla sulla politica: “Nessun elemento di enfasi, di gioia o di solidarietà verso un governo reazionario come quello di Salvini e Di Maio”. Con buona pace di tutte le vittime.

Grazia Roversi

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