Il presidente aumenta il prezzo del carburante. La popolazione del Zimbabwe protesta come i gilet gialli

carburante Aumento del carburante, forti proteste

Sono giorni di grande tensione nello stato africano dello Zimbabwe.

I sindacati hanno convocato delle manifestazioni a margine dello sciopero di tre giorni, fortemente voluto in risposta all’aumento del carburante autorizzato dal presidente Emmerson Mnangagwa.

Nella giornata di lunedì si sono verificati scontri molto pesanti tra cittadini e polizia nella capitale Harare.

Il governo si è mosso per fermare la rivolta, prendendo la decisione drammatica di chiudere internet nel tentativo di fermare i manifestanti che si organizzano proprio tramite il web.

Econet Wireless Zimbabwe, il più grande operatore di telefonia mobile del paese, ha rilasciato una dichiarazione su quanto sta accadendo nello stato africano: “Siamo obbligati ad agire quando ci viene richiesto di farlo e la questione è al di fuori del nostro controllo”.

L’attivista politico Evan Mawarire è stato arrestato oggi a casa sua dopo essere stato accusato di incitamento alla violenza pubblica. Il pastore, che divenne famoso come importante critico di Robert Mugabe, è stato caricato nel retro di un furgone di polizia.

Proteste simili a quelle dei gilet gialli

I poliziotti antisommossa hanno anche sparato lacrimogeni contro le persone che facevano la fila per comprare il pane nell’unico negozio rimasto aperto oggi ad Harare.

I cittadini dello Zimbabwe hanno duramente attaccato il presidente Mnangagwa, in quanto il premier non avrebbe rispettato nessuno dei suoi impegni pre-elettorali. Il paese continua a soffrire di terribili prospettive economiche, in primis l’aumento vertiginoso dell’inflazione che sta mettendo in ginocchio la popolazione.

Per molti, le proteste sono simili a quelle portate avanti dai gilet gialli in Francia, che criticano le politiche economiche del presidente Macron.

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