ESCLUSIVA Ghirelli (Pres. Lega Pro): “Torniamo a essere la fucina di talenti del nostro calcio. Svolgiamo una funzione sociale di presidio nel territorio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:52

Quest’oggi abbiamo avuto il piacere di ospitare Francesco Ghirelli, Presidente di Lega Pro. In ESCLUSIVA ha risposto alle nostre domande sul movimento calcistico italiano e questa categoria in particolare.

Buongiorno Presidente e grazie per aver accettato la nostra intervista. Per quanto riguarda le seconde squadre recentemente ha dichiarato che questo sistema va riformato abbassando l’età media da 23 a 20 anni; come può essere più funzionale questo progetto e come si spiega il fatto che solo la Juventus tra i club di A ha raccolto la sfida della seconda squadra?

Il progetto deve avere al centro l’ambizione di essere un asset per favorire la crescita e la formazione dei calciatori per la Nazionale italiana.  Il campionato di Serie C allora si conferma come palestra di formazione del calcio italiano. Da qui, per tutti (Figc, Lega Serie A, Governo) ne scaturisce un impegno, cosa serve alla Serie C per adempiere interamente a questo compito? Risorse finanziarie finalizzate alla impiantistica sportiva, ai “maestri”, ecc. Così il progetto diventa condiviso e risponde ad una logica di crescita del sistema calcio.

La Lega Pro a suo parere può rappresentare ancora una fucina di talenti per quanto riguarda il movimento calcistico italiano o gli stranieri hanno ‘invaso’ anche questa categoria?

Questo per noi è riuscire a concretizzare l’identità della nostra Lega, passa da qui la sfida che ci pone domande sul nostro futuro. Se non riusciremo a dare risposte a questo quesito, assisteremo permanentemente al gioco dei “soliti noti“ sul numero dei club che dovrebbero costituire l’organico (36 dicono, se lo giochino al lotto che hanno più probabilità di vincere) della Lega Pro. Noi dobbiamo essere la Lega della formazione di giovani calciatori, allenatori, arbitri e dirigenti ma in particolare giovani calciatori. E se noi non ci riuscissimo per la Nazionale italiana sarà dura riprendersi; questa affermazione è il frutto di ciò che ci dice la storia del calcio italiano.

Quali sono gli obiettivi principali che si è prefissato di raggiungere dal giorno della sua elezione?

REGOLE-SOSTENIBILITÀ ECONOMICA-IDENTITÀ, su questi tre pilastri si costruisce l’oggi e il futuro. Noi siamo 60 società, siamo parte di quel reticolo che regge l’Italia, non si spiega come questo nostro bellissimo Paese così scassato regga. La risposta sul perché è semplice: il volontariato, le professioni e il calcio dei Comuni d’Italia fanno parte di quel reticolo che pulsa e che tiene anche nei momenti di crisi. Noi svolgiamo una funzione sociale di presidio nel territorio. Per far ciò i club aggiungono costi e spesso vanno in difficoltà. Voglio, per prima cosa, che il Governo ci riconosca quanto stiamo facendo.  Non serve? Non ci viene riconosciuto attraverso finanziamenti e/o provvedimenti come l’apprendistato, il Semiprofessionismo, la formazione? Ne prendiamo atto e viriamo ad U, lo so come i club possono “clonarsi” in club (mignon) simili alla Serie A e chiudere bilanci non in perdita. Si vuole questo? Ce lo dicano chiaramente. Io mi batterò perché la storia del calcio dei Comuni d’Italia prosegua innovandosi.

Simone Ciloni