Liceo Virgilio di Roma occupato: con il decreto Salvini gli occupanti rischiano il carcere

Gli occupanti rischiano il carcere con il decreto SalviniLiceo Virgilio occupato: con il decreto Salvini gli occupanti rischiano il carcere

Le proteste degli studenti del Liceo Virgilio di Roma hanno condotto il 4 novembre scorso all’occupazione del plesso scolastico. Un azione di protesta duramente contestata che è stata interrotta dallo sgombero operato dalle forze dell’ordine. Pare inoltre che 8 studenti identificati durante lo sgombero siano stati denunciati per danneggiamento, interruzione di servizio pubblico e invasione di edificio pubblico. A loro potrebbero aggiungersi altri 74 studenti presenti all’occupazione, tra i quali pare ci fossero anche dei maggiorenni che potrebbero essere accusati anche di istigazione a commettere reato.

Liceo Virgilio occupato, decreto Salvini: gli studenti rischiano il carcere  

Finora, anche grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale del 2000, la repressione delle occupazioni è stata mitigata, in quanto si ritenevano gli studenti membri attivi dell’istituto scolastico e, dunque, non veniva limitata per legge la loro presenza all’interno della scuola al di fuori delle ore curricolari. Con l’entrata in vigore del decreto Salvini, però, la linea morbida sulle proteste scolastiche viene accantonata: la violazione di edificio pubblico, infatti, viene considerato un reato punibile con una pena carceraria che va dai 2 ai 4 anni. Le denunce agli occupanti sono state contestate dall’Unione degli Studenti che ribadisce, in un comunicato teso a dimostrare solidarietà ai protestanti, che le scuole devono rimanere un luogo di dibattito e crescita in cui poter esprimere liberamente dissenso anche e soprattutto contro atti intimidatori.

Ecco il testo del comunicato dell’UDS:

“È inammissibile che a degli studenti vengano notificate denunce per una occupazione all’interno della propria scuola. Quella del liceo Virgilio è stata una protesta pacifica che aveva l’obiettivo di denunciare il clima di oppressione generato dal nuovo governo, che colpisce le nostre scuole e la società, tramite laboratori, discussioni e incontri con esperti. Evidentemente colpire gli studenti del liceo Virgilio è un atto strumentale. Un modo per dare una punizione esemplare a chiunque abbia intenzione di aprire le porte della propria scuola, a chiunque sia contrario alle politiche discriminatorie e violente del governo. Chiediamo che le denunce verso gli studenti incriminati siano immediatamente ritirate. Le nostre scuole sono e rimarranno laboratori politici, luoghi di discussione permanente contro ogni metodo violento e intimidatorio”.

 

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