Racket delle pompe funebri, trenta arresti negli ospedali di Bologna. Sequestrati 13 mln di euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:14

Racket pompe funebri, 30 arresti a Bologna

Racket delle pompe funebri, trenta arresti negli ospedali di Bologna 30 arresti negli ospedali di Bologna dopo che è stato scoperto il racket per il monopolio della gestione delle pompe funebri. 

In sostanza i carabinieri hanno smantellato i due cartelli delle pompe funebri che gestivano due dei principali ospedali di Bologna, l’Ospedale Maggiore e il Policlinico Sant’Orsola – Malpighi. 

I due cartelli in questo modo riuscivano ad avere praticamente il monopolio nell’aggiudicarsi i servizi funebri. 

Coinvolti anche gli infermieri 

Sono stati 30 le misure cautelari erogate, 43 le perquisizioni, eseguite da 300 militari. Un totale di 13 milioni di euro il patrimonio sequestrato fra Bologna, Modena, Ferrara, Rimini e Gorizia. 

Le indagini della procura hanno permesso di far emergere quella che era una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e riciclaggio. 

I due cartelli avevano il totale monopolio del settore ed anche gli infermieri erano coinvolti, perché prevedevano a mettere in contatto i familiari dei defunti con i recenti delle agenzie delle pompe funebri. Gli infermieri presentavano le agenzie come efficienti e facili da contattare, procacciando così clienti. In cambio, gli infermieri ricevevano 200 euro. 

Secondo Codacons, i cartelli di pompe funebri smantellati dai carabinieri sono ancora “una goccia nel mare, perchè il fenomeno del racket del caro-estinto è ancora diffusissimo negli ospedali italiani“.

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