Gianmarco Tognazzi al ‘Fatto Quotidiano’: “Mio padre e Alberto Sordi avevano previsto il loro oblio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:26

Gianmarco TognazziGianmarco Tognazzi al ‘Fatto Quotidiano’: “Mio padre e Alberto Sordi avevano previsto il loro oblio”

Cosa resta dell’arte con il passare degli anni? Questo è probabilmente uno dei quesiti che ha tormentato, tormenta e tormenterà tutti gli artisti. Essere artisti significa esprimere se stessi e la propria percezione della società in modo creativo, l’arte è inoltre legata a doppio filo al periodo storico, a cultura, tradizione e costumi della società in cui l’artista si esprime e si forma. Per questa sua natura così particolare, così particolare eppure collettiva l’arte può essere amata, incompresa e riscoperta in epoca successiva.

E gli artisti? Al giorno d’oggi la loro posizione è resa complicata dall’esposizione mediatica, l’artista oggi è spesso una celebrità e la sua arte è condizionata dalle tendenze e non più ciò che le condiziona. La celebrità rende l’arte un lavoro e la sua durata nel tempo una questione di moda (per definizione passeggera). Il successo dell’artista, dunque, non è più legato solamente agli aspetti di cui sopra, ma anche alle esigenze di mercato che fungono da accelerante al cambiamento repentino di gusti della platea.

Di questo e altro ha parlato nell’intervista rilasciata al ‘Fatto Quotidiano’ Gianmarco Tognazzi. Il figlio dello storico attore italiano Ugo Tognazzi è da poco tornato sul grande schermo con il film ‘Non ci resta che il crimine’ e concede alla penna dell’intervistatore delle considerazioni interessanti legate alla celebrità. L’attore, infatti, ricorda: “Davanti a duecento studenti, domando: ‘Chi conosce Ugo Tognazzi?’. Hanno alzato la mano in quattro”, la colpa a suo avviso è di chi in questi anni (società, Cinema, Televisione e eredi) non è riuscito a conservare l’eredità culturale di attori che hanno fatto la storia del nostro cinema.

Gianmarco Tognazzi: “Mio padre aveva previsto tutto”

Dopo aver scherzato sul fatto che ogni tanto qualcuno gli chiede di salutare suo padre pensando che questo sia il fratello Ricky, Gianmarco spiega come nell’oblio siano finiti molti protagonisti di quel periodo: “La rimozione è legata anche a nomi fondamentali quali Risi, Rossellini, Germi, Salce, Ferreri questi ragazzi non sanno e non sapranno e non basta trasmettere un film in televisione, questo Paese non si può scaricare la coscienza così facilmente”. Infine spiega che suo padre, così come Alberto Sordi, aveva previsto che il pubblico avrebbe dimenticato il loro nome e la loro arte: “Ugo non lo diceva, ma lo aveva percepito da molto prima e la fonte della sua depressione non era solo professionale, ma legata anche alla situazione del Paese”.

 

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