Il riscatto di Niccolò Bettarini: pesante condanna per i suoi aggressori. La sentenza

bettarini juniorE’ la fine di un incubo. Sono le prime parole di Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura, a seguito delle pesanti condanne inflitte dal tribunale ai suoi aggressori, quattro ragazzi per i quali l’accusa aveva chiesto dieci anni di reclusione. Difeso dal legale Robert Ranieli, Davide Caddeo, il 29enne accusato di aver materialmente accoltellato Bettarini junior, ha ricevuto la condanna più pesante, nove anni di reclusione. Alessandro Ferzoco difeso da Mirko Perlino e Andi Arabi difeso da Fabrizio Cardinali, dovranno scontare in prigione, rispettivamente cinque anni e sei mesi e cinque anni. Mentre Albano Jakej, difeso da Daniele Barelli, è stato condannato ad una pena di sei anni e sei mesi. La pena inferiore per Arapi, Ferzoco e Jackej è la conseguenza del fatto che, secondo il giudice, mancano prove del fatto che i tre sapessero che il 29enne avesse un coltello e che volesse usarlo dal momento che conoscevano Caddeo da poco tempo.

La sentenza per l’aggressione a Niccolò Bettarini

I difensori dei quattro imputati hanno scelto il procedimento con rito abbreviato nell’ambito del quale il giudice ha deciso di disporre una perizia per verificare l’entità delle lesioni subite dal figlio di Simona Ventura, che è stato inoltre ascoltato in aula insieme ad altri tra ragazzi che si trovavano fuori dalla discoteca quando è stato aggredito. Secondo il pm i quattro erano intenzionati ad uccidere, e lo proverebbero i fendenti sferrati con una lama da 20 centimetri in parti vitali del corpo mentre secondo i legali difensori i reati di tentato omicidio dovevano essere derubricati a lesioni aggravate, rissa e percosse.

La reazione di Niccolò Bettarini alla sentenza

A condanna emessa, Bettarini ha dichiarato: “”La verità è venuta a galla. Credo che le pene siano giuste. Ho cercato di immedesimarmi in quei giovani e nel loro passato, senza per questo giustificare quanto successo: ti interroghi e pensi che si può sempre cambiare e migliorare”. Accanto alle pene da scontare in carcere, il giudice ha previsto un risarcimento di 200mila euro, contro i 500mila chiesti da Bettarini, oltre a trasmettere alla procura gli atti dal momento che nel corso delle audizioni sono emersi nomi di altre persone che avrebbero partecipato alla rissa senza essere mai stati indagati.