Tunisino morto dopo il fermo della polizia: Salvini, “cosa dovevano fare, offrire cappuccino e brioche?”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:47

Parole che hanno alzato un polverone mediatico quelle del ministro dell’Interno Matteo Salvini, pronunciate nel corso di una diretta Facebook a due giorni dalla morte di un 31enne di origine tunisina, colto da arresto cardiaco durante un femo di polizia. “Se i poliziotti non possono usare le manette – ha chiosato Salvini con indosso la giacca delle Fiamme Oro – che fanno, offrono cappuccino e brioche?”, dichiarazioni che fanno seguito a quelle da lui stesso espresse nella giornata di venerdì sottolineando “totale e pieno sostegno ai poliziotti che a Empoli sono stati aggrediti, malmenati, morsi”.

Le reazioni di Iaria Cucchi e Lucia Uva

Commentando le parole del vicepremier Lucia Uva, sorella di Giuseppe, morto nel 2008 dopo essere stato portato in caserma ha dichiarato all’Ansa: “Questo è il metodo delle forze dell’ordine. Con l’appoggio di Salvini, ora, hanno la licenza di uccidere”; Sottolineando di non “avercela con le forze dell’ordine” ma con chi “abusa della divisa che indossa a scapito dei più deboli” e aggiungendo che “siamo (riferito ai parenti delle vittime di casi similari ndr) in un tritacarne”. Sul caso si è espressa anche Ilaria Cucchi dichiarando all’Adnkronos: Dava in escandescenza? Questi fatti sono tutti uguali e sappiamo già come andrà a finire. La quarta sezione della Cassazione dirà che non c’è nessun colpevole”.

La ricostruzione dei fatti

Stando alla ricostruzione dei fatti, il 31enne sarebbe deceduto per arresto cardiocircolatorio. Il direttore dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Luigi Manconi ha chiesto indagini tempestive per accertare al più presto la verità: “La vittima aveva, oltre che le manette ai polsi, le caviglie legate e si trovava, di conseguenza, in una condizione di totale incapacità di recare danno ad altri e a sé. Come è potuto accadere, dunque, che in quello stato abbia perso la vita e che non si sia trovato modo di prestargli soccorso?”. Dal canto suo invece il capo della Polizia Franco Gabrielli ha dichiarato: “Io rispetto le vittime e i loro familiari, chiedo che analogo rispetto sia riferito a uomini e donne che lavorano per riaffermare le legalità. Se qualcuno ha sbagliato pagherà per un giusto processo e non per le farneticazioni del tribuno di turno”.

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