Militante PD crea finto sito hot per screditare la rivale grillina: condannato ai servizi sociali

Crea finto sito a luci rosse per screditare 

Militante PD crea finto sito hot per screditare la rivale grillina: mandato ai servizi sociali Una storia che ha dell’incredibile, quella avvenuta a Verona, dove un militante del PD veneto ha deciso di creare da zero un finto sito a luci rosse per screditare una militante M5S.

L’uomo, in sostanza, ha creato un vero e proprio sito finto a sfondo erotico dove ha messo le foto e perfino il numero di cellulare della sua nemica politica (che, si dà il caso, è anche una sua vecchia amica d’infanzia). 

Il sito internet finto si prometteva di regalare incontri bollenti, ma esisteva solamente per screditare la sua nemica politica. 

La donna si è resa conto che qualcosa non andava quando ha cominciato a ricevere numerose telefonate da parte di uomini che la ricercavano per il sito. Ha presentato denuncia contro ignoti e la polizia postale non ci ha messo molto a capire che dietro la denuncia c’era lo zampino del militante.

Condannato ai servizi sociali 

I protagonisti della brutta faccenda sono due soggetti ancora non trentenni, militanti in politica, che si conoscono sin da bambini. Non è chiaro quindi perché l’elettore del PD abbia deciso di commettere un tiro così grave ai danni della donna: forse solo per motivi politici.

L’uomo è stato indagato dalla procura. Nel marzo del 2017 risulta che il militante politico, (oggi assistito dall’avvocato Claudia De Mori e dalla collega Francesca Segna), ha aperto sotto falso nome un sito internet a luci rosse, intestandolo alla donna. Il sito era ‘Bakeka incontri’ e vi ci si trovava anche il numero di telefono della donna, “che veniva conseguentemente raggiunta da numerose telefonate di soggetti richiedenti prestazioni sessuali”. L’uomo ha umiliato la donna “di fatto indicandola pubblicamente come prostituta o donna di facili costumi” secondo i difensori di lei.

In più il numero della donna venne pubblicato anche su altri siti hot, danneggiando la sua immagine e la sua tranquillità. Dalle indagini si scopre che i due sono rivali politici (anche se non politici professionisti). Alla fine, venerdì mattina durante il processo, l’uomo ha ottenuto la messa alla prova per l’estinzione del reato.

L’uomo quindi dovrà impegnarsi nei servizi sociali ed alla fine, se avrà dimostrato impegno nel seguire il programma, verrà estinto il reato. Il gup Paola Vacca ha rinviato l’udienza a maggio.

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