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Soldi per bimbi africani spariti: riparte di nuovo l’indagine sul cognato di Renzi 

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Soldi per l’Africa spariti, arriva la denuncia 

Soldi per bimbi africani spariti: riparte di nuovo l’indagine sul cognato di Renzi L’inchiesta sui 6,6 milioni di dollari per l’Africa e che invece per la procura di Firenze son passati sui conti privati del fratello maggiore di uno dei cognati di Renzi potrà partire. 

In breve, la vicenda riguardava la questione di 5,5 milioni di dollari che Operation USA aveva versato fra il 2009 ed il 2016 alla società Play Therapy Africa.

La società venne creata da Alessandro Conticini, fratello maggiore del cognato di Renzi ed ex funzionario Unicef di Addis Abeba. Altri 3,8 milioni di dollari sono stati versati da Unicef che, incredibilmente, non ha presentato alcuna denuncia.

La denuncia di Operation Usa

Se non fosse stato per Operation Usa, organizzazione no profit di Los Angeles che ha fatto partire la denuncia, probabilmente l’indagine nei confronti di Conticini non sarebbe mai proseguita. Già, perché il governo Gentiloni, agli sgoccioli del mandato, ha introdotto una modifica alla procedibilità d’ufficio del reato di appropriazione indebita, di cui era accusato Conticini.

Questo significa che per procedere in caso di appropriazione indebita è necessaria la denuncia del soggetto offeso: altrimenti i pm non possono procedere da soli. Ed era per questo che la procura aveva dovuto fermare le indagini ed inviare una rogatoria internazionale, in attesa di una denuncia da oltreoceano da parte delle società. Da Unicef ancora nessun segnale di vita, ma Operation Usa ha deciso di querelare. 

Il termine di 90 giorni non è ancora scaduto, ma a questo punto non si sa se Unicef deciderà di querelare o meno. 

I fondi passati sui conti di Conticini 

Ad ottobre Conticini, per giustificare le somme versate da Unicef, sostenne che erano “il corrispettivo di prestazioni nell’ambito di regolari contratti in diversi paesi del mondo”. La Procura però ritiene che che una parte di quei soldi è passata sui conti personali sia di Conticini che del fratello, cognato dell’ex premier Matteo Renzi. Oggi l’indagine coinvolge i tre fratelli Alessandro, Luca e Andrea Conticini, marito della sorella di Renzi. 

Secondo la procura di Firenze, la società di Conticini, che dovrebbe occuparsi di aiuti per l’Africa, ha ricevuto oltre 10 milioni di dollari in aiuti e donazioni. Di questi, 6,6 milioni, secondo i pubblici ministeri, sono stati utilizzati dai Conticini per investimenti immobiliari e per acquistare delle quote di alcune società della famiglia Renzi. 

Secondo le accuse, i 6,6 milioni sono provenienti dalle donazioni e sono state usate nel 2015 per sottoscrivere un prestito obbligazionario di 798mila euro emesso da una società dell’isola di Guernsey. Inoltre parte dei soldi fra il 2015 e il 2017 sarebbe stata destinata ad un investimento immobiliare in Portogallo per un importo di 1 milione e 965mila euro. Un’accusa grave: con i tre fratelli sono indagati anche il marito della sorella di Matteo Renzi, e altre persone legate alla famiglia. 

Nuovi casi simili, però, difficilmente si ripeteranno. Il Governo nella legge anticorruzione ha introdotto ancora la procedibilità d’ufficio per l’appropriazione indebita. 

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