Berlusconi e lo studio ‘VoteWatch’: in Europa è più vicino alla sinistra che alla Lega

Berlusconi più vicino alla sinistra che alla Lega in Europa: i dati di ‘VoteWatch’

Silvio Berlusconi è pronto a dichiarare guerra politica alla coalizione di Governo che dal 2018 guida l’Italia.

Proprio per contrastare un’alleanza che lo stesso leader di Forza Italia e del Pdl ha definito come una “piaga”, il Cavaliere ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni europee che si terranno a maggio 2019.

L’impegno, secondo l’ex Presidente del Consiglio, è maggiore rispetto a quello necessario nel 1994, anno della sua prima discesa nel campo della politica, e questo traspare dalle parole che uno degli imprenditori più influenti d’Italia ha pronunciato.

M5S e Lega sarebbero ben peggiori rispetto alla sinistra comunista del 1994. Perché? Perchè i politici di sinistra degli anni ’90 sapevano governare mentre i nostri attuali leader politici sono contraddistinti dal difetto dell’incompetenza.

E sebbene l’intento dichiarato da Silvio Berlusconi sarebbe quello di riunire il centro-destra, oggi frantumato, uno studio condotto da ‘VoteWatch’ ha messo in luce la vicinanza del partito di Berlusconi agli ideali di sinistra. Almeno in Eurozona.

Berlusconi più vicino alla sinistra che alla Lega in Europa: incompatibilità con la Lega?

Uno studio condotto da ‘VoteWatch’ Europe ha messo in luce “un’anomalia” politica che riguarda il comportamento tenuto in Europa da Forza Italia, il partito guidato da Berlusconi. Da sempre dichiaratamente partito di destra, in Europa il Cavaliere e i suoi seguaci sarebbero più vicini agli ideali della sinistra che non a quelli della Lega.

Le percentuali parlano chiaro:  41% il tasso di compatibilità con la lista Altra Europa con Tsipras e 36% il tasso di compatibilità registrato, invece, con la Lega. Il massimo della compatibilità arriva però con il PD: si parla addirittura del 74%.

A questo punto, il problema potrebbe sorgere in chiave di una futura, nuova, alleanza tra il partito di Berlusconi e quello guidato da Matteo Salvini. Silvio Berlusconi ha lanciato più volte un amo, un appiglio che potesse permettere un ritorno unitario delle due fazioni, ma un’incompatibilità a livello di programma potrebbe far fallire questa possibilità.

In Europa, invece, se i due partiti sostanzialmente concordano su questioni come libertà civili, giustizia e affari interni (quindi, anche su immigrazione), le opinioni divergono invece su altri temi spinosi: il budget, il commercio internazionale, gli affari economici e monetari. In questo senso, gli eurodeputati di Berlusconi sono più concordi con le posizioni dei colleghi di sinistra.

E come ha fatto notare anche Davide Ferrari (ricercatore di ‘VoteWatch’ Europe): “Forza Italia e Lega giocano su piani completamente diversi a livello europeo e questo ha un impatto sui loro difficili rapporti a casa”.

(Immagine di repertorio)

Maria Mento

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