Devastante attacco Talebano in Afghanistan, l’attentato causa oltre 100 morti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:34

I Talebani (in Pashto e in farsi طالبانṭālebān, plurale di ṭāleb, ossia “studenti/studente”) , i noti e temuti ideologi della creazione di un Emirato iranico-afgano nati nel 1992 con il crollo della Repubblica Democratica Afghana, hanno attaccato una base militare presieduta dalle forze del governo nazionale nella regione di Maidan Wardak,la quale tutt’ora rappresenta tutt’oggi una delle maggiori roccaforti degli integralisti Sufiti.

Secondo il governatore , il giovane Mohammad Halim Fidai, l’attacco talebano è iniziato quando una Humvee (conosciuta anche col nome di M998 High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle, ovvero la Jeep di servizio delle forze statunitensi) carica di esplosivo, probabilmente tritolo, è entrata nella base militare, in cui erano presenti all’incirca 150 persone al momento dell’esplosione. Le prima fonti parlano di una cifra catastrofica, oltre 116 militari e civili sembrano essere morti al momento della detonazione, complice il fatto che, sempre secondo le fonti governative, l’intera struttura militare sia collassata su stessa a causa dell’esplosione.

I Talebani, nonostante la lunga e sanguinosa guerra che combattono dal 2011 contro le forze occidentali e governative afghane, continuano a mantenere bastioni difficili da conquistare o solamente da individuare a causa della conformazione terrena del territorio afghano. Ancora adesso molti di questi guerrieri religiosi portano avanti una devastante guerriglia contro le forze nemiche, in particolar modo quelle americane e quelle del loro stesso paese.

Tra le numerose vittime dell’attentato, sembra che siano presenti ben otto commando, un reparto di elité delle forze militari governative afghane, reclutate ed addestrate dalle forze americane ancora presenti sul territorio fin dall’inizio della guerra.

In realtà,secondo indiscrezioni della Casa Bianca e del suo coinquilino , i soldati a stelle e strisce non rimarranno ancora a lungo sul suolo mediorientale

Questo attacco rappresenta probabilmente il più violento degli ultimi mesi, rendendo chiaro ancora una volta che la guerra contro questo movimento integralista e fanatico, sia ben lungi dall’essere finita.

Lorenzo Carbone