‘Io sono il calcio’, recensione del libro dell’asso Zlatan Ibrahimovic (Rizzoli)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:31

A fine novembre scorso è uscito un volume che ci ha interessato particolarmente: si tratta di ‘Io sono il calcio’ (edito da Rizzoli), nuova opera del genio svedese Zlatan Ibrahimovic. Che fosse un personaggio sopra le righe è risaputo (già dal titolo evidenzia il suo grande ego e la modestia non gli appartiene), ma proprio per questo è uno dei calciatori più seguito del panorama internazionale.

Le sue qualità tecniche non sono state mai messe in discussione, anzi avrebbe potuto vincere molto di più nonostante una carriera costellata di trionfi e medaglie. Possiamo definirla a tutti gli effetti una sorta di enciclopedia di Ibra: nel libro è ripercorso tutto il percorso ventennale in 9 capitoli (Malmo, Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Paris Saint-Germain, Manchester United e la Nazionale svedese), con tantissime foto di ogni esperienza con le diverse maglie che ha vestito.

Il suo spirito da ‘immigrato’ in terra svedese gli ha fatto crescere una profonda voglia di farcela, con la determinazione che lo caratterizzerà in tutti questi anni e lo ha spinto a non accontentarsi mai, scavalcando ogni limite appena raggiunto.

Una delle cose più interessanti del libro è senza dubbio l’11 titolare stilato dallo svedese coi giocatori che sono stati suoi compagni di squadra. Il modulo di riferimento è un 4-3-2-1 molto offensivo: Buffon tra i pali, Thuram/Thiago Silva/Nesta e Maxwell in difesa, Vieira/Xavi e Nedved a centrocampo (una mediana molto tecnica che però sa abbinare qualità e quantità), i mostri sacri Messi e Ronaldinho sulla trequarti e lo stesso Ibrahimovic come unico terminale offensivo.

Un volume che ogni appassionato di calcio non può non leggere.

Simone Ciloni

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