‘Ogni cosa è fulminata’, recensione del libro di Luciana Littizzetto (Mondadori)

Lo scorso 27 novembre è uscito l’ultimo libro del genio di Luciana Littizzetto, dal titolo ‘Ogni cosa è fulminata’ (edito da Mondadori). Si tratta del quattordicesimo volume dell’artista torinese (dal primo ‘Minchia Sabbry!’ del 1994 a ‘La bella addormentata in quel posto’ del 2016), dove viene riversata tutta la sua sregolatezza e passione viscerale.

Il tema centrale sono le ‘Picicì’, le piccole cose certe. La fantasia creativa della Littizzetto ci porta a riflettere appunto sulle ‘piccole cose certe’, quelle manifestazioni e insoddisfazioni quotidiane che a lungo andare ci fanno pensare al perché di certi eventi.

L’autrice in questo caso si fa paladina del partito delle ‘Picicì’ contro le assurdità del mondo quotidiano, dando una spiegazione ‘reale’ alle situazioni no sense che ci capitano e a cui ormai non facciamo neanche più caso. Un esempio? Le calze che si bucano appena le indossiamo, le pastiglie per la lavastoviglie che non si riesce a capire a quali dobbiamo togliere l’involucro e quali no, le padelle che hanno il manico più pesante di tutto il resto, gli asciugamani che non asciugano (asciugameno), senza dimenticare l’anellino delle scatolette di tonno che quando cerchiamo di aprirle ci rimane sempre in mano.

Una lettura pungente, ironica e che ci fa osservare le piccole ‘disgrazie’ del quotidiano descritte con uno stile che quasi le rende piacevoli, regalandoci piccoli momenti di ilarità e ce le fa tollerare più volentieri.

Simone Ciloni