Suicida a 14 anni perché vittima di bullismo, è il quarto caso in due settimane nella comunità aborigena

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:23

Suicida a 14 anni perché vittima di bullismo, in Australia quattro vittime soltanto in questo gennaio

Rochelle Pryor, la ragazzina di 14 anni che si è tolta la vita

Rochelle Pryor era una ragazza aborigena di 14 anni che si è tolta la vita perché vittima di bullismo. L’adolescente si è spenta il 10 gennaio 2019, dopo 9 giorni di agonia. Il padre l’aveva trovata priva di sensi nella sua camera e subito aveva allertato i soccorsi: purtroppo questo non è bastato a salvarle la vita.

È allarme suicidi per la comunità aborigena australiana. Nel giro di circa due settimane sono morte quattro ragazze e tutte si sono tolte la vita. l’ultima dell’elenco è proprio Rchelle Pryor.

La prima ragazza è morta lo scorso 3 Gennaio, dopo essersi inflitta delle ferite (autolesionismo). Altre due ragazze di 12 e 15 anni si sono suicidate tra il 3 ed il 10 gennaio scorso. I suicidi si sono verificati in diverse zone dell’Australia occidentale, settentrionale e meridionale.

Suicida a 14 anni perché vittima di bullismo, le condizioni di violenza vissute dalle donne australiane

Rochelle Pryor è la quarta ragazza aborigena ad essersi suicidata in Australia dall’inizio dell’anno. La ragazzina era arrivata al limite della sopportazione dopo aver subito numerosi atti di bullismo e cyberbullismo. Un quinto ragazzino di 12 anni sarebbe attualmente in fin di vita dopo aver tentato il suicidio, anche lui.

Straziante l’ultimo messaggio che la giovane ha lasciato in rete: “Una volta che me ne sarò andata, il bullismo e il razzismo si fermeranno”. Kyanne, la sorella 17enne di Rochelle, l’ha ricordata come una ragazza dolce, felice e divertente, preoccupata dai bulli. Dichiarazioni che indirizzano ulteriormente su questa pista quelle della madre, che ai media locali ha rivelato di come Rochelle temesse di andare a scuola dopo essere stata coinvolta in un alterco.

Non è chiaro se in tutti i casi di suicidio che stanno colpendo le ragazzine aborigene siano da riscontrarsi imput dovuti soltanto al bullismo. Pare che ci sia sotto qualcosa di ancor più inquietante. Le accuse lanciate sono di violenze domestiche e violenze sessuali su minori. Accuse che permettono di scoprire un sostrato di disagio molto più profondo e complicato di quanto si potesse immaginare.

L’avvocato Hannah McGlade ha sottolineato questo legame esistente tra i suicidi e le violenze domestiche/sessuali che le ragazze sono costrette a sopportare, sottolineando l’inadeguatezza del supporto che si offre alle ragazze ed alle donne vessate in tal senso: “L’anno scorso l’ONU ha evidenziato il livello di violenza contro le donne e le ragazze indigene in Australia e ha chiesto un piano d’azione nazionale specifico. Le persone finanziate per fornire piani di prevenzione del suicidio non stanno affrontando adeguatamente il livello di violenza sessuale sofferto dalle nostre donne e ragazze“.

Maria Mento

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