Chiude il secondo Cara d’Italia a Castelnuovo di Porto, colpito dal decreto Salvini: è polemica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:34

Chiude il secondo centro d’accoglienza d’Italia: si tratta del Cara di Castelnuovo di Porto (Roma)

Da La Repubblica

Il Cara di Castelnuovo di Porto (Roma), il secondo centro d’accoglienza più grande d’Italia dopo quello siciliano di Mineo, chiuderà i battenti tra pochi giorni. La notizia ha sollevato sgomento ed aspre critiche per le sorti dei migranti che pagheranno in prima persona per la chiusura del centro. Si tratta dei primi effetti dell’entrata in vigore del decreto Salvini.

I 150 migranti (titolari di protezione umanitaria) ospitati vicino Roma saranno trasferiti in altre regioni d’Italia. Nulla di certo, al momento: non si sa esattamente quali strutture saranno incaricate di accoglierli.

Chiude il secondo centro d’accoglienza d’Italia: gli abitanti di Castelnuovo hanno manifestato con una marcia pacifica

Arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia che entro il 31 gennaio del 2019 il Cara di Castelnuovo di Porto (Roma), secondo centro di accoglienza migranti in Italia, dovrà chiudere i battenti. La chiusura determinerà il trasferimento coatto di più di 300 persone. Di queste, 150 migranti titolari di protezione umanitaria che saranno alloggiati in altre strutture.

La partenza dei migranti è iniziata già oggi: 30 persone, stamane, hanno lasciato il Cara a bordo di un autobus. Domani sarà la volta di altre 75 persone. Lo smantellamento della struttura è stato fortemente criticato dal sindaco di Castelnuovo, il quale ha emesso un’ordinanza di protezione civile per garantire un minimo di assistenza agli sfollati.

I migranti avevano iniziato un percorso di integrazione e di crescita (con percorsi di studio e lavoro)– positivo anche per la comunità con la quale si stavano interfacciando- che ora verrà bruscamente interrotto.

Tutto da rifare, insomma. C’è di più: i 150 migranti titolari della protezione umanitaria subiranno gli effetti del decreto Salvini. Secondo quanto stabilito dal nuovo decreto, non potranno passare in uno Sprar e questo determina anche la perdita del loro diritto alla prima accoglienza.

Questo pomeriggio si è tenuta una marcia pacifica e silenziosa per manifestare la solidarietà degli abitanti del luogo per quanto sta accadendo ai migranti del Cara. La marcia è stata fortemente voluta dal parroco Josè Manuel Torres che si è così espresso: “Con la marcia pacifica vogliamo esprimere solidarietà a questi poveri ragazzi. Non sappiamo dove andranno a finire almeno 200 persone. Hanno voluto sgomberare il centro velocemente in modo un po’ misterioso: basti pensare che l’autista del pullman nemmeno sapeva dove doveva andare, forse in Basilicata“.

È mistero, quindi, sull’improvvisa decisione di smantellare il centro di accoglienza, ridistribuendo chissà dove i migranti ospitati. Contro il blitz dell’esercito avvenuto stamattina si è schierato anche il PD, che ha parlato di comportamenti degni di un lager nazista e non di un Paese civile.

In questi termini si è espresso Roberto Morassut, deputato romano del PD: “Quanto è accaduto questa mattina al centro per gli immigrati di Castelnuovo di Porto a nord di Roma non è degno di una nazione civile. Una delle strutture più importanti per l’accoglienza degli immigrati è stata sgomberata senza adeguato preavviso. Nessuno è stato avvertito per tempo, nemmeno il Comune: un vero e proprio blitz.  Adesso nessuno sa dove finiranno le 320 persone sgomberate e la loro sicurezza e quella dei cittadini sono a rischio“.

Maria Mento

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