Reddito di cittadinanza: “Il Pil aumenterà di un secondo decimale”. E il 30% dei consumi andrà “all’estero”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:53

Reddito di cittadinanzaReddito di cittadinanza: “Il Pil aumenterà di un secondo decimale”. Il 30% dei consumi andrà all’estero.

Il reddito di cittadinanza è stato definitivamente approvato e molti cittadini disoccupati sono alla ricerca di informazioni che gli permettano di capire se potranno esserne beneficiari. Numerosi sono i dubbi che accompagnano la riforma, legati principalmente al funzionamento dei centri dell’impiego, dei tutor  e del reale aumento delle offerte di lavoro per i candidati. Altri dubbi riguardano l’impatto che il reddito avrà sulla spesa pubblica e sull’aumento del Pil. Se negli altri casi per avere una risposta bisognerà attendere, per quanto riguarda l’ultima perplessità una prima risposta è stata fornita dal XXIII Rapporto sull’economia globale e l’Italia.

Impatto minimo del reddito di cittadinanza sul Pil

Secondo l’economista Mario Deaglio che ha curato il rapporto, il reddito di cittadinanza: “sposta un secondo decimale, nemmeno un primo” il prodotto interno lordo italiano. In seguito ad una domanda, l’economista ha esplicitato il concetto spiegando con un esempio come verrà suddivisa la spesa del sussidio: “Su 100 euro di reddito di cittadinanza 35-40 andranno all’estero. Rimarranno 60-65 euro che vanno a stimolare i consumi, ma è una cifra che sul totale dell’Italia sposta un secondo decimale”. Inoltre, complici i tempi tecnici di ricezione del sussidio, tale impatto si verificherà solamente a partire dalla seconda parte dell’anno.

Infine Deaglio ha espresso scetticismo sulla possibilità che il debito pubblico scenda, visto che a suo avviso le clausole sull’aumento dell’Iva stipulate con Bruxelles per permettere l’accordo sulla legge di bilancio scatteranno sicuramente, a meno che non ci sia un cambio ai vertici europei con una vittoria schiacciante dei movimenti populisti alle prossime elezioni europee.

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